Davanti all'ipotesi di svuotamento del Policlinico di Modena (il sindaco Mezzetti ha parlato apertamente di alloggi negli spazi lasciati liberi dal trasloco a Baggiovara) Fratelli d’Italia si schiera apertamente contro l’ipotesi di realizzare il maxi polo ospedaliero a Baggiovara, chiedendo di mantenere e rilanciare l’attuale struttura di via del Pozzo, considerata un presidio strategico per la città.
È questo il contenuto della mozione presentata dalla consigliera Elisa Rossini e sottoscritta dai consiglieri Luca Negrini, Ferdinando Pulitanò, Daniela Dondi, Paolo Barani e Dario Franco. Il documento, protocollato ieri, 30 ottobre, punta a 'impegnare formalmente il sindaco e la Giunta a sostenere la permanenza del Policlinico nella sua sede storica e a promuoverne la riqualificazione'.
Al centro dell'iniziativa c'è il progetto illustrato pubblicamente dal sindaco di Modena nella intervista del 14 ottobre e successivamente confermato durante la seduta del Consiglio comunale del 26 ottobre.
L'ipotesi prospettata prevede la realizzazione, nell'arco di 10-12 anni, di un nuovo grande polo ospedaliero a Baggiovara, destinato alle alte complessità, alle specializzazioni avanzate, alla ricerca e all'eccellenza sanitaria. Al Policlinico di via del Pozzo - nella idea del sindaco - rimarrebbe invece un ospedale cittadino e distrettuale, con Pronto soccorso e area materno-infantile, prevalentemente dedicato alla bassa e media
complessità.Una prospettiva che Fratelli d'Italia giudica 'preoccupante, perché rischierebbe di spostare progressivamente il baricentro della sanità modenese fuori dal centro cittadino, ridimensionando il ruolo del Policlinico'.
Nella mozione i consiglieri sottolineano anche una distinzione importante sul piano istituzionale: la deliberazione della Conferenza territoriale sociale e sanitaria del 26 febbraio 2026, relativa alle linee strategiche della struttura dell'offerta provinciale, non avrebbe approvato la costruzione di un nuovo Policlinico a Baggiovara, né definito una nuova localizzazione prevalente rispetto alla sede di via del Pozzo. Secondo i firmatari, il progetto illustrato dal sindaco rappresenterebbe quindi 'un'ipotesi di portata ben diversa rispetto agli indirizzi generali approvati dalla Ctss'.
Altro tema centrale è quello degli investimenti già realizzati. Nel documento vengono richiamate le cifre indicate dallo stesso sindaco: oltre 100 milioni di euro per gli spazi già ristrutturati del Policlinico e ulteriori 18 milioni per il materno-infantile. A fronte di questi interventi, viene evidenziata la necessità di valorizzare il patrimonio esistente, anziché rischiare di disperderne il potenziale.
La mozione richiama inoltre le stime economiche rese pubbliche nel dibattito: circa 320 milioni di euro per la ristrutturazione dell'attuale Policlinico contro i circa 550 milioni necessari per la realizzazione di una nuova struttura a Baggiovara.
La proposta di Fratelli d'Italia è quella di assumere come prioritaria la riqualificazione edilizia e tecnologica del Policlinico esistente, valutando anche l'utilizzo dell'area dell'ex Aeronautica in Strada Minutara come possibile spazio di espansione della struttura.
Nel dispositivo della mozione si chiede al sindaco e alla Giunta di non sostenere, nelle sedi istituzionali e programmatorie, la realizzazione di un nuovo Policlinico a Baggiovara come soluzione sostitutiva o prevalente. Viene inoltre richiesto di 'rappresentare formalmente alla Regione Emilia-Romagna, alla Ctss, all'Azienda USL e all'Azienda Ospedaliero-Universitaria la posizione del Consiglio comunale a favore del mantenimento e del rilancio della sede di via del Pozzo'.
Tra gli impegni richiesti figurano anche la predisposizione di un documento comparativo pubblico tra le due ipotesi progettuali, un passaggio preventivo in Consiglio comunale prima di qualsiasi decisione che comporti il trasferimento del baricentro ospedaliero a Baggiovara e l'apertura di un confronto con cittadini, professionisti sanitari, Università, sindacati e rappresentanze sociali e territoriali.
La mozione sarà trasmessa alla Regione Emilia-Romagna, alla Conferenza territoriale sociale e sanitaria, alle aziende sanitarie modenesi e all'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia,


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