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Policlinico svuotato, Trande, Muzzarelli e Ferrari cercano una sintesi: 'Un nuovo Piano sanitario costruito col territorio'

Policlinico svuotato, Trande, Muzzarelli e Ferrari cercano una sintesi: 'Un nuovo Piano sanitario costruito col territorio'

Trande con Ferrari, Costi, Muzzarelli, Sabattini e Paldino: 'Il nuovo Pal coinvolga istituzioni, professionisti, sindacati e comunità locali'


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'Il nuovo Piano Attuativo Locale della sanità modenese deve nascere da un confronto vero e aperto con tutti i soggetti coinvolti: istituzioni, Università, professionisti sanitari e sociali, lavoratori, sindacati, organizzazioni economiche, terzo settore, volontariato e associazionismo. Le scelte sul futuro della sanità riguardano tutti e devono essere costruite insieme, partendo dai bisogni reali delle persone e dei territori'. È quanto dichiarano congiuntamente Paolo Trande (Alleanza Verdi e Sinistra), primo firmatario della risoluzione presentata in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, e i consiglieri regionali di maggioranza modenesi Ludovica Carla Ferrari, Maria Costi, Gian Carlo Muzzarelli, Luca Sabattini del Partito Democratico e Vincenzo Paldino (Civici con de Pascale). La risoluzione impegna la Giunta regionale a promuovere, insieme alla Conferenza territoriale sociale e sanitaria di Modena e alle direzioni delle aziende sanitarie, la redazione del nuovo Piano Attuativo Locale (Pal), aggiornando uno strumento di programmazione fermo al periodo 2011-2013.
Un documento congiunto dunque che unisce le posizioni di Muzzarelli a quelle della fedelissima di Mezzetti, Ludovica Ferrari e che pare cercare una sintesi sull'ipotesi di svuotamento del Policlinico di Modena.
'La sanità modenese deve affrontare bisogni in evoluzione: la popolazione invecchia, aumentano le patologie croniche e cambiano le possibilità di cura.
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Serve una visione complessiva della rete dei servizi provinciali, capace di garantire qualità, sicurezza ed equità nell’accesso alle prestazioni, superando interventi frammentati e rispondendo alle esigenze di tutte le comunità', continuano i consiglieri.
'In un quadro nazionale segnato da risorse sanitarie insufficienti rispetto alla crescita dei fabbisogni, è fondamentale che le scelte organizzative puntino a migliorare l’appropriatezza e l’accessibilità dei servizi, senza tradursi in una riduzione delle prestazioni o in maggiori difficoltà per i cittadini. La sanità pubblica, l’universalità delle cure e l’equità devono restare i principi guida. Per questo il nuovo Piano deve essere il risultato di una programmazione condivisa, trasparente e fondata sui bisogni di salute delle persone', concludono Trande, Ferrari, Costi, Muzzarelli, Sabattini e Paldino.
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