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Youssef Siher scarcerato, divergenze tra avvocati

Youssef Siher scarcerato, divergenze tra avvocati

Confronto a distanza e social tra gli avvocati Fausto Giannelli e Guido sola, tra stato di diritto appartenenze Pro-Pal


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Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Milano ha disposto la scarcerazione di Youssef Siher, ritenuto dagli inquirenti l'ideatore e l'ispiratore del movimento '17 ottobre'. Nei confronti del giovane non è stata applicata alcuna misura restrittiva, decisione che ha immediatamente riacceso il dibattito sui limiti della custodia cautelare e sull'indipendenza della magistratura.

 

Dibattito che a colpi di dichiarazioni stampa e post social, potremmo sintetizzare anche nei confronti involontario e a distanza di queste ore tra due noti avvocati penalisti: Fausto Giannelligià noto per aver difeso attivisti pro-Palestina e per le sue battaglie al fianco della relatrice speciale ONU Francesca Albanese e Guido Sola, già presidente della camera penale di Modena

 

Gianelli difende la decisione del tribunale ed esprime parole durissime verso la Procura e i vertici dell'esecutivo.'Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano ha disposto la scarcerazione di Youssef Siher, senza disporre alcuna misura restrittiva. Nonostante la richiesta francamente lunare della Procura e la gogna mediatica a reti unificate, aprire e gestire una chat di protesta non pare per ora sufficiente a mandare in carcere una persona come terrorista.
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Toccherà dirlo a Nordio, Piantedosi, Crosetto e, ovviamente, alla Meloni, che straparla di 'decisione vergognosa' dimostrando di ignorare cosa sia lo Stato di diritto'

 

Per Gianelli, la pronuncia del GIP ripristina la corretta gerarchia delle garanzie costituzionali, impedendo che l'attività di organizzazione del dissenso sul web venga automaticamente assimilata a condotte di tipo terroristico.

 

Diversa lettura, pur partendo dalle medesime garanzie formali, quella fornita dall'avvocato penalista modenese Guido Sola. Sola premette il valore del GIP come baluardo garantista contro le iperboli dell'accusa, ma pone un interrogativo critico sull'imparzialità del magistrato che ha firmato il provvedimento puntando su un principio da lui più volte ribadito anche in numerosi eventi pubblici.

 

'Il baricentro della locuzione ‘diritto penale’ è rappresentato dalla parola ‘diritto’. Il diritto penale – è indubbio – esiste per limitare la possibilità di punire, racchiudendo la stessa nel perimetro della legge. Da questo punto di vista, supponendola corretta in fatto e fondata in diritto, l’ordinanza milanese non avrebbe pecche, perché, a livello ordinamentale, il giudice per le indagini preliminari esiste proprio per ‘limitare’ le pretese della pubblica accusa che s’appalesino eccessive.

 

Ma pecche, nel caso di specie, l’ordinanza milanese ha a prescindere. Perché sembrerebbe essere stata scritta da giudice ideologizzato, che, firmando appelli pro su riviste apertamente di sinistra, ha deciso di fare politica. Il magistrato non può – e non deve – fare politica.
Perché, prima d’‘essere’ giusta, la giustizia deve ‘apparire’ giusta. Tale potendo essere solo quella che non ‘puzza’, mai, nemmeno astrattamente, di pre-giudizio, destro o sinistro'

 

 

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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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