Sono le donne migranti le protagoniste dell'undicesima edizione del Festival della Migrazione, in programma dal 5 al 15 novembre 2026. Il titolo scelto, «Donne migranti. Vite in movimento tra diritti, cittadinanza, lavoro e culture», mette al centro le storie e i diritti di chi arriva, lavora, cura e costruisce comunità nel nostro Paese.
Promosso da Fondazione Migrantes della Cei che sostiene l’iniziativa fin dalla sua nascita, Associazione Porta Aperta di Modena, Università di Modena e Reggio Emilia e una lunga serie di associazioni ed enti, il Festival nasce come voce consapevole della società civile sui fenomeni migratori. L'obiettivo è portare nel dibattito pubblico studio, testimonianze e proposte, al di là delle contrapposizioni di parte.
Il cuore del Festival resta tra Modena e Carpi, ma il programma tocca anche Bologna, Ferrara, Parma, Reggio Emilia, Forlì, Milano, Genova, Firenze, Lucca, Perugia e Rovigo, oltre a diversi comuni della provincia modenese. Collaborano gli atenei di Modena e Reggio Emilia, Bologna, Ferrara, Padova, Firenze, Perugia, Milano Statale.
In calendario convegni, talk per le scuole, proiezioni, spettacoli teatrali, una serata di stand-up comedy. L'apertura istituzionale è giovedì 5 novembre alle 20.30 al Cinema Teatro Arena di Modena con una conferenza scenica di Lucia Goracci; la chiusura domenica 15 novembre a Carpi, con la lectio del Cardinale Fabio Baggio.
Importante il convegno di sabato 7 mattina a cura della Pastorale della Salute regionale, con ospiti di primario livello e la conclusione dell’arcivescovo Castellucci, e la sessione sempre sabato 7, ma al pomeriggio, a cura di Migrantes interdiocesana Modena-Carpi. Tra gli altri ospiti Marianna Aprile, Franco Gabrielli, mons. Pierpaolo Felicolo (Direttore generale di Fondazione Migrantes), Sonny Olumati, Nogaye Ndiaye, don Mattia Ferrari.'Il Festival – spiega Edoardo Patriarca, presidente del coordinamento del Festival della Migrazione – è nato con il desiderio di offrire al Paese uno spazio serio, plurale e umano di riflessione sui fenomeni migratori. In questi anni abbiamo cercato di costruire un luogo di dialogo capace di tenere insieme competenza, testimonianza, cultura, responsabilità civile e attenzione alle persone. L’edizione 2026 sarà dedicata in modo particolare all’esperienza delle donne nei percorsi migratori: alle loro fatiche, ai diritti spesso negati, alle forme di resilienza, ma anche al protagonismo e alla ricchezza che tante donne portano nelle nostre comunità'.
.jpg)




