'Il Policlinico di Modena deve rimanere un punto di riferimento sanitario, scientifico e universitario nel cuore della città. Indebolirne il ruolo significherebbe rischiare di disperdere un patrimonio di professionalità, ricerca e collaborazione con l’Università, costruito negli anni anche grazie a ingenti investimenti per la ristrutturazione e l’ammodernamento della struttura. Non possiamo permettere che questi soldi pubblici perdano valore a causa di scelte organizzative sbagliate. Come Patto Per Il Nord Mirandola, riteniamo che il problema sia più ampio e riguardi il modo in cui viene concepita la sanità in Emilia-Romagna. Non possiamo continuare a pensare che concentrare servizi e risorse in poche strutture sia sempre la soluzione migliore. Dal Policlinico al Santa Maria Bianca di Mirandola, passando per Vignola e Pavullo, dobbiamo valorizzare e potenziare gli ospedali esistenti, garantendo personale, tecnologie moderne e servizi adeguati'. Così Daniele Ori di Patto per il Nord.
'Mirandola, inoltre, può rappresentare un’opportunità anche per lo sviluppo del biomedicale, attraverso una collaborazione più stretta tra ospedale, imprese e ricerca, favorendo la sperimentazione e la valutazione di nuove tecnologie mediche. La sanità deve avvicinarsi ai cittadini, non costringere i cittadini a percorrere decine di chilometri per curarsi. Non è accettabile aspettare mesi, quando non anni, per una visita o un esame.
Servono più risorse, una migliore organizzazione e strutture nelle quali i professionisti possano lavorare con strumenti adeguati. Per questo sosteniamo un maggiore federalismo sanitario, con risorse adeguate, responsabilità chiare e controlli sui risultati. Lo Stato deve garantire finanziamenti sufficienti, mentre le Regioni devono dimostrare di saperli utilizzare efficacemente, riducendo le liste d’attesa e migliorando i servizi. La nostra posizione è chiara: difendere il Policlinico significa tutelare un’eccellenza di Modena, mentre potenziare gli ospedali territoriali significa garantire il diritto alla salute anche a chi vive lontano dai grandi centri. La sanità pubblica si difende investendo sui territori, valorizzando le professionalità e mettendo al centro i cittadini, non attraverso una centralizzazione che rischia di allontanare i servizi dalle persone'.

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