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Modena, le ultime speranze di salvare il Policlinico per come lo si conosce? Affidate all'assessore Guerzoni

Modena, le ultime speranze di salvare il Policlinico per come lo si conosce? Affidate all'assessore Guerzoni

Bersagliato dal sindaco durante le riunioni di giunta, mai difeso neppure dalla sempre accomodante vicesindaco Maletti, Guerzoni è chiamato a un atto coraggioso


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Ora, certo, si aprirà la discussione per la elaborazione del nuovo Pal sulla sanità, certo ci si confronterà con tecnici e urbanisti, ma i giochi politici a Modena ormai sembrano chiusi. La resa incondizionata del Pd della città guidato dal segretario Diego Lenzini ai voleri del sindaco Massimo Mezzetti ha di fatto spianato la strada al progetto che porterà a un declassamento del Policlinico di Modena a ospedale per la bassa-media complessità. Tutto, in attesa di ulteriori svuotamenti, come la storia degli (ex) ospedali in giro della provincia di Modena (da Castelfranco a Vignola, passando per Mirandola) insegna.

 

Del resto, al di fuori della eccezione positiva rappresentata dal gruppo Fdi di Modena guidato da Luca Negrini ed Elisa Rossini, nonostante il silente senatore Barcaiuolo, anche l'opposizione - dalla Lega passando per i civici Maria Grazia Modena e Piergiulo Giacobazzi - si è adagiata sulle posizioni del sindaco.

 

La partita è dunque chiusa? Come insegnano i vecchi giocatori di carte (non d'azzardo s'intende), si conta alla fine, e anche se la fine appare piuttosto vicina, non è ancora detto.
Due i principali fronti sui quali i difensori dell'ospedale della città possono ancora sperare.
Il primo è 'sociale'. A dispetto della semi-unanimità politica, la stragrande maggioranza dei modenesi è contraria a questo progetto.
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Basta fare un veloce sondaggio tra la tanto bistrattata 'gente della strada' per capire che nessuno vuole veder ridotto l'ospedale della città a un semi-Cau e che tutti hanno ben chiaro che tale svuotamento è il preludio alla chiusura. Così come ammesso candidamente dalla professoressa Modena, con buona pace delle surreali minacce di denuncia per 'procurato allarme' del sindaco Mezzetti.

 

Il secondo fronte è un flebile baluardo politico. Il voltafaccia di Lenzini ha certamente indebolito il principale detrattore del progetto-svuotamento, cioè l'ex sindaco di Modena e attuale presidente della Commissione regionale sanità, Gian Carlo Muzzarelli. Muzzarelli dal braccio di ferro con Mezzetti ne è uscito con le ossa rotta, ma nonostante tutto, ha ancora una carta da giocare. Si tratta dell'assessore Giulio Guerzoni, l'unico in piazza Grande ad essere rimasto granaticamente fedele a Muzzarelli. Ecco allora che a questo punto - al di là delle motivazioni politiche e personali che possono spingere Guerzoni - per l'eterogenesi dei fini tutte le speranze di salvare il Policlinico per come la città lo conosce, l'11esimo miglior ospedale italiano, sono affidate a lui.

 

Bersagliato continuamente dal sindaco durante le riunioni di giunta, mai difeso neppure dalla sempre accomodante vicesindaco Francesca Maletti, Guerzoni ora si trova orfano anche della spalla di Federica Venturelli, che ha deciso di seguire le orme di Lenzini verso una resa incondizionata al verbo di Mezzetti.
Alle Termopili Leonida dimostrò che inginocchiarsi al più forte non è un obbligo, ma anche senza scomodare la Storia e gli Eroi, è pur vero che un atto di vera resistenza (ben diversa dalla abusata e debole resilienza) è sempre possibile.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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