Una vittoria ottenuta grazie a una capacità politica superiore al basso livello provinciale modenese e grazie alla mancanca di coraggio della componente Dem, ma che implica a un prezzo altissimo: l'idea cioè che Modena possa rinunciare al Policlinico così come lo conosce, riducendo l'ospedale della città a struttura per la media e bassa complessità, svuotandolo di funzioni di eccellenza e di urgenza complessa. Mezzetti, per vincere contro il Pd, ha abbracciato la linea del Dg Ausl Mattia Altini (tanto amato da Forza Italia, come spiegato da Piergiulio Giacobazzi) e ha di fatto accettato nuovi tagli sull'offerta sanitaria modenese, poichè è evidente a tutti che gli investimenti in strutture (550 milioni?) non c'entrano nulla con la spesa corrente.
Mezzetti ha vinto, convincendo peraltro buona parte dell'opposizione a parte i consiglieri comunali di Fdi Elisa Rossini, Luca Negrini e Ferdinando Pulitanò, lasciati incredibilmente soli dal senatore Michele Barcaiuolo, sempre silente su tale vicenda.
E Muzzarelli ha perso. Rimasto senza uomini in Consiglio, 'tradito' dalla sua ex 'pupilla' Ludovica Ferrari, il consigliere regionale Pd è ora all'angolo, nonostante le 14mila preferenze del 2024 e nonostante il forte ascendente che ha ancora in città. Dopo l'addio di Lenzini, gli resta solo il fedele Giulio Guerzoni, unico ad essersi dimostrato coerente e riconoscente con l'ex sindaco.
L'eterno Muzzarelli, l'ex 'Duca' di Modena, l'uomo forte del decennio 2014-2024, è stato punito paradossalmente per la battaglia più giusta che abbia mai combattuto.
L'ha combattuta strumentalmente contro Mezzetti? L'ha combattuta per una voglia di riscatto politico, sperando di poter tornare in sella? Forse, ma al di là dei motivi, la battaglia per salvare il Policlinico della città è e resta sacrosanta. Perchè è evidente a tutti che smantellare l'11esimo miglior ospedale italiano (posizione della quale appena 10 mesi fa la stessa Regione Emilia Romagna si vantava) è una mossa folle. E' evidente che l'idea di ripensamento della sanità serve solo a giustificare il bisogno di risparmiare, esattamente come la scusa della 'appropriatezza' era servita ad Altini per premiare i medici che prescrivono meno esami.
Muzzarelli ha combattutto una battaglia doverosa e ha perso. Tutto sommato non è il modo peggiore per concludere una carriera di potere e di politica. Il problema non è la sua sconfitta, ma la sconfitta dei modenesi.
Giuseppe Leonelli
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