Buongiorno,
facciamo seguito ai recenti articoli comparsi su La Pressa perché riteniamo non sia stato ben compreso l’intervento del Capogruppo Lega Bertoldi in Consiglio Comunale relativo al futuro del Policlinico, pertanto riteniamo di fare qualche precisazione.
Preso atto che il Policlinico non può essere smantellato, almeno secondo quanto dichiarato dal sindaco, (e non potrebbe essere diversamente, considerando che dispone di 630 posti letto e di spazi universitari che non potrebbero essere trasferiti a Baggiovara) e che pertanto continuerà a mantenere i propri reparti, servizi e Pronto Soccorso, Bertoldi ha voluto sviluppare un ragionamento di più ampio respiro, con una prospettiva di lungo termine.
Dopo aver espresso una critica molto severa alle scelte del passato e aver sottolineato come le criticità attuali siano il risultato di una mancata programmazione e di gravi errori commessi da chi ha amministrato la nostra sanità, ho richiamato l'attenzione su un dato fondamentale: le strutture ospedaliere hanno una vita operativa limitata e il Policlinico si sta avvicinando alla fine della propria.
Sarà quindi inevitabile affrontare una scelta strategica per il suo futuro, perché tra 10 o 15 anni ci troveremo di fronte a diverse alternative: demolire il monoblocco originario e ricostruirlo nella stessa area, concentrare progressivamente i servizi in un
unico grande ospedale ampliando la struttura più recente di Baggiovara, oppure realizzare un nuovo complesso ospedaliero in un'altra sede.Occorrerà mettere a confronto progetti complessivi, valutandone costi, benefici, sostenibilità e tempi di realizzazione, senza trascurare le delicate fasi transitorie necessarie a garantire la continuità dell'assistenza sanitaria durante i lavori.
Il problema, peraltro, non riguarda soltanto il Policlinico: circa l'80% delle strutture ospedaliere della nostra provincia è ormai obsoleto e sarà quindi necessario avviare un importante programma di rinnovamento e costruzione di nuovi edifici sanitari. Tutto questo, però, dovrà inserirsi in un progetto organico, coerente e di lungo periodo, superando definitivamente la logica degli interventi frammentari e delle soluzioni emergenziali.
Il vero nodo è quello delle risorse. Dove troveremo i finanziamenti necessari per affrontare un programma di investimenti di tale portata, dopo anni di sostanziale immobilismo?
A nostro avviso, l'unica strada realmente percorribile è quella dell'autonomia differenziata, che consentirebbe di valorizzare maggiormente le risorse prodotte dal nostro territorio. Basti pensare che il residuo fiscale dell'Emilia-Romagna viene stimato in circa 17 miliardi di euro. Con queste risorse si potrebbero costruire più ospedali nella provincia di Modena, rinnovando tutta la rete sanitaria.
Il presidente della regione De Pascale sta procedendo nella direzione esattamente opposta: ha ritirato ufficialmente la
Invece di perseguire una prospettiva, che premierebbe l’Emilia Romagna, la sinistra cerca di reperire risorse per coprire gli squilibri del proprio bilancio sanitario attraverso l'introduzione di ticket, l'aumento dell'IRAP e del bollo auto (che per fortuna il Governo ha abolito per il 2027), tagli a servizi essenziali.
È questa la contraddizione politica di fondo: mentre la nostra sanità avrebbe bisogno di una programmazione pluridecennale e di investimenti strutturali straordinari, la Regione rinuncia a perseguire strumenti che potrebbero garantirle una maggiore autonomia nella gestione delle risorse e continua a intervenire prevalentemente sul versante delle entrate fiscali e dei tagli ai servizi.
Stefano Corti - Commissario Provinciale Lega di Modena
Caterina Bedostri- Segretaria cittadina di Lega Modena
Giovanni Bertoldi – Capogruppo Lega Modena in Consiglio Comunale
Grazie della precisazione, il nostro articolo, in ogni caso, aveva ripreso testualmente le parole dello stesso consigliere (video sopra).
G.Leo.


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