Opinioni Lettere al Direttore

Modena, trasporto pubblico paralizzato dalla partita, taxi compresi: tre chilometri a piedi per tornare a casa

Modena, trasporto pubblico paralizzato dalla partita, taxi compresi: tre chilometri a piedi per tornare a casa

Una città che continua ad autocelebrarsi e a voltare le spalle alla realtà è una città destinata a capitolare


2 minuti di lettura

Caro direttore,

Ha voglia di ascoltare una storia? 

Domenica 11 ottobre: rientro da fuori provincia in treno, mi fermo sotto alle pensiline davanti alla stazione dopo aver consultato Google Maps, che vedeva in arrivo il numero di autobus a cui ero interessata, mentre altre corse erano state soppresse per via della partita di calcio in notturna. Attendo un po', poi mi auto-dissuado perché di autobus non si vedeva nemmeno l'ombra. Dato che la fila degli utenti in attesa dei taxi era lunghissima, ho deciso di incamminarmi verso l'autostazione: questa volta non c'erano cartelli di soppressione di corse, dunque ho atteso. Nessun autobus. Con l'aggravante del buio delle pensiline (le luci che vede provengono dai lampioni esterni). Mi reco presso l'unico taxi fermo, già prenotato da una coppia. Il taxista mi suggerisce di mandare un WhatsApp al numero del radiotaxi per prenotarne uno. Mentre le sto scrivendo, a ore dall'accaduto, non ho ancora ricevuto alcun messaggio di conferma della prenotazione.

Dopo l'ennesima attesa, ho preso il coraggio a quattro mani e mi sono messa in cammino per raggiungere casa.

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Il mio percorso di tre chilometri è stato disseminato da decine di auto e camionette delle forze dell'ordine e forze armate (magari se ne vedessero quotidianamente), oltre che da balordi alticci in procinto di discutere, sotto le luci fioche dei lampioni, che rendono Modena una città crepuscolare.

Il trasporto pubblico modenese, da esperienza fatta, è il peggiore in termini di orari e di puntualità rispetto ai vicini capoluoghi di provincia, ma con questo episodio ha raggiunto l'apoteosi del disservizio.

In molti se la caveranno semplicemente dicendo: 'Guarda che cosa deve affrontare un cittadino per una partita di calcio'. Non è così signori: è l'intero sistema a fare acqua da tutte le parti, con o senza partite. Inserite la mia disavventura in un contesto più ampio e noterete che una città di 180.000 abitanti, volano dell'economia, non è poi così civile come sembra se lascia a piedi un cittadino in orari ragionevoli.

A proposito di pensiline immerse nel buio: faccia un giro sulla Giardini per vedere in quali condizioni l'utente deve attendere il mezzo pubblico, con l'aggiunta, in alcuni casi, di folti ciuffi d'erba.

Le reazioni di pancia che normalmente scaturiscono da avventure del genere mi porterebbero a concludere con un bel 'vergogna!', e invece preferisco articolare meglio il mio sdegno.

Una città che continua ad autocelebrarsi e a voltare le spalle alla realtà è una città destinata a capitolare.

Con profonda delusione 

Ottavia Proietti 

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