
Quando si affrontano temi delicati che hanno a che fare con la salute delle persone bisognerebbe essere seri e documentati.
Già oggi il 118, quando riconosce un infarto acuto di tipo STEMI, normalmente indirizza il paziente direttamente all'Ospedale di Baggiovara, proprio per evitare trasferimenti successivi e ridurre i tempi di intervento.
L’infarto acuto con occlusione coronarica (STEMI) è una delle forme di infarto che richiedono l'intervento più immediato, generalmente con angioplastica per riaprire l'arteria ostruita.
Il centro di riferimento per l'emergenza continuativa, 24 ore su 24, è Baggiovara. Mentre dalle 8 alle 14, i pazienti già presenti al Policlinico che necessitano di angioplastica urgente possono essere trattati direttamente dalla sua équipe di Emodinamica.
Massimo Mezzetti
Caro sindaco, proprio perché sulla salute delle persone bisogna essere seri e documentati, ci siamo documentati in modo specifico, consultando specialisti del settore modenesi e non, sul tema da Lei posto e ci permettiamo, al di là dell'intervento della esponente leghista peraltro competente sul tema per ragioni professionali, di sollevare alcune questioni di merito. Proprio alla luce di quanto appreso dagli specialisti.
Lei spiega che il 118, quando riconosce uno STEMI, indirizza normalmente il paziente a Baggiovara ed è vero. Ma cosa succede quando l’emergenza si verifica in un paziente già ricoverato al Policlinico?
Nel suo stesso intervento indica che oggi questi pazienti possono essere trattati dall’Emodinamica del Policlinico dalle 8 alle 14 ed è così, con una comprensibile elasticità data dalla professionalità e deontologia dei medici presenti. Tanto che nel rapporto di pazienti di questo tipo trattati nei due ospedali, risulta tutt'altro che irrisoria la quota trattata al Policlinico.
Oggi come viene organizzato l’eventuale trasferimento a Baggiovara e quanto tempo trascorre prima del trattamento? Il suo progetto di centralizzare la complessità a Baggiovara prevede la chiusura totale di tale offerta al Policlinico e quindi i pazienti che già si trovano in via del Pozzo colpiti da STEMI verrebbero sempre trasferiti, indipendentemente dalla fascia oraria? La terapia intensiva oggi presente al Policlinico scomparirebbe completamente?
Il percorso delle ambulanze provenienti dal territorio e la gestione di un’emergenza all’interno dell’ospedale sono due questioni ovviamente diverse: spiegare il primo non chiarisce la seconda.
Per questo chiediamo di conoscere il protocollo vigente, gli orari effettivi di copertura e i dati sui tempi dei trasferimenti e di accesso al trattamento.
Questi elementi permetterebbero di valutare l’organizzazione sulla base dei fatti e analizzare le eventuali modifiche qualora andasse in porto l'idea di ridurre il Policlinico ad ospedale a bassa e media complessità, come da Lei annunciato. Il richiamo alla serietà è condivisibile. La pubblicazione dei documenti - visto il progetto da lei presentato e le sue osservazioni tecniche sui social - sarebbe ancora più utile. Al di là degli incontri a porte chiuse a Palagano.
Giuseppe Leonelli


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