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Modena, ma il sindaco Mezzetti sa davvero cosa significherebbe trasferire il Policlinico?

Modena, ma il sindaco Mezzetti sa davvero cosa significherebbe trasferire il Policlinico?

Il trasferimento di un Policlinico è quindi un intervento di rigenerazione urbana e di politica socio-economica e non di semplice programmazione sanitaria


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Il sindaco di Modena Massimo Mezzetti nel presentare in Consiglio comunale il suo progetto sul parziale (per ora) trasloco del Policlinico a Baggiovara, ha finalmente parlato anche del problema viabilità, che non è solo questione di strade, ma di maggiori costi di trasporto per utenti e dipendenti.

Ma non ha parlato o non ha presente un problema ben più pesante che il Consiglio comunale dovrà prima o poi considerare: l'impatto economico massiccio e multidimensionale conseguente al trasferimento da una zona all'altra della città del Policlinico.

Si traduce in perdite e costi diretti e indiretti per il tessuto urbano il commercio ed i cittadini:

-svalutazione immobiliare della zona attuale del Policlinico, in alcuni casi in Italia si è determinata una desertificazione della zona della struttura trasferita, forse per Modena non si arriverà alla desertificazione ma alla svalutazione senza alcun dubbio e già da questi annunci.

-diminuzione (in alcuni casi crollo) del commercio di prossimità: bar ristoranti alberghi, farmacie e attività commerciali in genere perdono fatturato per la mancanza di addetti alle attività complessive del Policlinico oltre che i parenti di degenti fuori sede.

-riduzione delle rendite immobiliari con riduzione della domanda di affitti per medici, specializzandi, infermieri e studenti.


Parallelamente si assisterà a una esplosione di segno opposto di questi tre aspetti nella area del trasferimento.

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In definitiva: impatto urbanistico e sociale significativo da considerare adeguatamente nel governo della città.

A ciò si aggiungono i costi, che la storia pluriennale di Sant'Agostino ed Estense dovrebbe aver insegnato (senza parlare delle acciaierie): le strutture lasciate vuote richiedono costi continui per 'tenerli in piedi' o costi maggiori per l'abbattimento di parti o per interventi di bonifica ambientale, con rimozione non solo di semplici macerie, ma nel caso di ospedali di rifiuti speciali. Senza tralasciare spese di sorveglianza e di manutenzione che un immenso complesso immobiliare richiede per evitare occupazioni o degrado strutturale.

Il trasferimento di un Policlinico è quindi un intervento di rigenerazione urbana e di politica socio-economica e non di semplice programmazione sanitaria schematizzabile in: rimodulazione dei flussi di mobilità e trasporti, valorizzazione di aree decentrate e allegerimento del centro (ed a Modena l'area Policlinico possiamo definirla pressochè centrale), destino delle aree dismesse.

 

E' evidente infatti che la sanità decide cosa mettere dentro le mura, ma è l'urbanistica che decide come cambierà la vita di tutta la città. Ed infatti Baggiovara non è stata una scelta della sanità (che si occupò di funzioni e attività integrate Ausl e rapporto tra presidi ospedalieri provinciali e Baggiovara-Policlinico) ma di tutto un iter istituzionale del Consiglio Comunale.

Per tappe quel percorso si può riassumere così:

-1987 «Linee per il piano dell’edilizia sanitaria»: Nuovo Ospedale a Baggiovara, con commissioni tecniche e assessore Mariangela Bastico

-1989 approvazione studio di fattibilità in Consiglio Comunale

-1991 in Consiglio Comunale «Il Polo Ospedaliero di Baggiovara»: sindaco Alfonsina Rinaldi

Per poi pervenire infine al 1993 con l'autorizzazione di Regione e Ministero e l'avvio dei lavori.

Eli Gold

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Dietro allo pseudonimo 'Eli Gold' un noto personaggio modenese che racconterà una Modena senza filtri. La responsabilità di quanto pubblicato da 'Eli' ricade solo sul direttore della tes...   

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