Direttore buongiorno,
considerato che da più parti, giustamente, si chiede di ripartire dal Pianto Attuativo Locale 2011-2013, ma a volte con citazioni non corrette come “i territori della bassa modenese e dell’Appennino hanno visto la sospensione e la soppressione di diversi servizi sia negli ospedali sia sul territorio senza tenere adeguatamente conto delle specificità geografiche e delle caratteristiche di queste aree, come previsto dal DM70/2015”.
Avendo partecipato come protagonista alla stesura del PAL 2011/2013 mi permetto di riportare quanto segue, limitatamente alla organizzazione ospedaliera.
Quando mi hano chiamato a parlare per i 20 anni di Baggiovara la mia relazione aveva il titolo: 'La memoria è il salvadanaio dello spirito e non c’è futuro senza memoria'.


Gli Ospedali sono una parte importante del sistema sanitario che si integra con le altre offerte della rete. In provincia possiamo contare su 8 ospedali pubblici e 5 privati. La riorganizzazione prevede l’introduzione di una chiara suddivisione fra strutture in cui sarà possibile curare patologie ad alta complessità (Baggiovara, Policlinico, Carpi e Sassuolo) rispetto a strutture a media-bassa complessità (Mirandola, Vignola, Pavullo e Castelfranco). Questo sistema permetterà di avere più sicurezza per i cittadini, tecnologie sofisticate concentrate in luoghi specifici e anche di avere gli stessi professionisti ed équipe che garantiranno i servizi sia nelle strutture ad alta che a media-bassa complessità. Sempre più gli ospedali lavoreranno “in rete” tra di loro, mettendo a disposizione degli ospedali periferici tecnologie ed équipe. Un esempio è quello della Ostetricia, che collega Sassuolo e Pavullo, oppure la Chirurgia che vede le strutture minori collegate ai centri hub provinciali. Sono previsti coordinamenti provinciali tra i diversi ospedali, come ad esempio il dipartimento provinciale dell’emergenza-urgenza che consentirà di rendere ancora più efficiente il sistema. All’interno degli ospedali vi sarà il superamento del tradizionale modello per “reparto” a favore di una logica per area omogenea di intervento (ad esempio nell’area chirurgica verranno con - centrate diverse specialità simili) e di intensità assistenziale.
Per l’Ospedale di Castelfranco, al fine di garantire la clinical competence e l’integrazione a livello di area ospedaliera con le altre strutture presenti sul territorio, si prevede una analisi di fattibilità mirata a valutare l’afferenza dell’organizzazione e del governo delle attività di area medica e chirurgica da parte dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico di Modena, naturale polo di riferimento per la popolazione residente. In considerazione delle peculiarità del territorio dell’Appennino modenese, si riconferma la funzione irrinunciabile e strategica dell’ospedale di Pavullo nell’ambito della rete assistenziale
Le strutture sono così articolate (vedi tabella che riporta in dettaglio ospedale pubblici - privati - e per ciascuno numero posti letto e reparti).
Per la importanza rivestita, nel 2010, in sede di predisposizione, fu redatto un documento dove furono ricondotti a sintesi tutti gli impegni i processi ed i risultati degli ultimi 13 anni della storia sanitaria modenese dai quali ripartire. Partendo da questo documento il Pal è stato poi approvato dopo un percorso durato quasi un anno e mezzo, durante il quale sono state ascoltate le proposte e i suggerimenti non solo degli “addetti ai lavori” ma anche dei cittadini, in assemblee e incontri pubblici e attraverso il sito web www.pal.provincia.modena.it, dove era consultabile il documento. Il testo approvato recepì alcuni emendamenti tecnici e diversi impegni assunti nel corso delle consultazioni
Sul sito della Provincia sono ancora disponibili tutti i documenti preparatori ed il testo del PAL sia in extenso che in sintesi.
Successivamente non è stato redatto alcun nuovo PAL nonostante che in questa Regione: Il Piano Attuativo Locale (PAL) è il documento che rappresenta lo strumento di programmazione strategica di medio periodo delle Aziende sanitarie del nostro territorio e viene costruito attraverso il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse, operatori professionali e non professionali, cittadini.
Dottor Stefano Cencetti
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