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Piano Policlinico-Baggiovara, il M5S ringrazia Mezzetti: 'Ora avanti con la programmazione'

Piano Policlinico-Baggiovara, il M5S ringrazia Mezzetti: 'Ora avanti con la programmazione'

E il capogruppo Giovanni Silingardi attacca Fdi: 'Basta slogan e allarmismi, il Pronto Soccorso non chiuderà e il Policlinico non verrà ridimensionato'


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'Nel dibattito in Consiglio comunale sul futuro del Policlinico è arrivato il momento di distinguere i fatti dalle polemiche. E soprattutto di chiedere a Fratelli d'Italia di chiarire la propria posizione, dopo aver alimentato allarmismi e sostenuto tesi contraddittorie sulla riorganizzazione della sanità modenese. Prima si è parlato di chiusura del Policlinico, poi di drastico ridimensionamento, quindi di svuotamento. Ma il sindaco ha ribadito con chiarezza che il Policlinico non chiude e non viene svuotato. Al contrario, l'ipotesi illustrata punta a definirne la vocazione di ospedale cittadino e distrettuale, mantenendo il Pronto soccorso e tutti i servizi necessari al suo funzionamento, insieme alle attività coerenti con questa funzione, compreso il materno-infantile. Un Pronto soccorso non può essere difeso soltanto a parole: deve essere sostenuto da personale, diagnostica, reparti e servizi funzionali alle emergenze. È questa la garanzia concreta che chiediamo'. Così il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale a Modena Giovanni Silingardi a seguito della risposta fornita dal sindaco all'interrogazione di Fratelli d'Italia su futuro del Policlinico e di Baggiovara, dopo l'annuncio del piano da 550 milioni del sindaco per la realizzazione di una grande struttura a Baggiovara e la riorganizzazione delle funzioni e degli spazi de Policlinico.
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Il consigliere traccia poi i punti emersi dall'intervento del sindaco e dal quale è necessario ripartire.
'Dopo 12 anni si apre il percorso per un nuovo Piano attuativo locale (PAL). È uno strumento fondamentale per programmare la sanità provinciale sulla base dei bisogni reali della popolazione, dell'evoluzione demografica, delle risorse disponibili e delle competenze professionali. Non possiamo affrontare le sfide dei prossimi anni con una programmazione che non tenga conto dei cambiamenti intervenuti. Il percorso dovrà coinvolgere istituzioni, professionisti sanitari e comunità locali. Eppure in Consiglio comunale FdI ha affermato che non ha senso parlare di PAL, come se la pianificazione non fosse la base necessaria e fondamentale per un corretto ed efficace sviluppo della sanità del territorio. Punto due, il Policlinico non chiude e il Pronto soccorso resta. La prospettiva illustrata è quella di un ospedale cittadino e distrettuale capace di rispondere ai bisogni di prossimità, con i servizi necessari a garantire l'assistenza e l'integrazione con le funzioni di maggiore complessità della rete ospedaliera. Il Policlinico, dunque, non va raccontato come una struttura da svuotare, ma come un ospedale la cui vocazione deve essere definita e sostenuta all'interno di un sistema integrato.
La concentrazione di determinate attività ad alta complessità può essere valutata soltanto sulla base di criteri clinici, organizzativi ed economici, salvaguardando le professionalità e la qualità delle cure. Si prospetta un investimento di 550 milioni di euro per la sanità pubblica modenese. Una prospettiva di investimento di questa portata merita un confronto serio. Parliamo del futuro della sanità pubblica, della possibilità di rafforzare le strutture, valorizzare le eccellenze e offrire ai cittadini servizi adeguati alle esigenze dei prossimi decenni'.

E qui i tanti punti interrogativi sostanziali sul futuro di un progetto di tale portata. 'Naturalmente, occorrerà chiarire il quadro finanziario, le coperture effettive, i tempi e le ricadute sull'intera rete provinciale. Ma liquidare preventivamente questa prospettiva, oppure alimentare paure senza confrontarsi con i contenuti, non aiuta i cittadini. Addirittura, invece, in Consiglio FdI è giunta ad affermare (con riguardo all’ipotesi di proposta della nuova struttura ospedaliero - universitaria in stretta integrazione con l’attuale Ospedale civile di Baggiovara, destinata a rispondere al tema delle eccellenze per le attività più complesse ed avanzate sul piano tecnologico e scientifico) che “i modenesi hanno paura di un un nuovo cantiere'.

'Il M5S prosegue e conclude Silingardi - ritiene che la discussione debba partire dai tre principi che orientano la riorganizzazione: prossimità, eccellenze e reti. Garantire le cure vicino ai cittadini quando è appropriato, concentrare le attività più complesse dove possono offrire le migliori garanzie e integrare le strutture in una rete provinciale efficiente. È la prospettiva che il sindaco ha illustrato in Consiglio comunale e che riteniamo meritevole di un confronto concreto, senza pregiudizi e senza rinunciare alle verifiche necessarie. Ringraziamo il sindaco per aver contribuito a chiarire i contenuti della proposta e per aver aperto una discussione sul futuro della sanità modenese. Ora si lavori al nuovo PAL coinvolgendo tutti i soggetti interessati e garantendo trasparenza sulle scelte, sugli investimenti e sui servizi. La sanità pubblica non si difende costruendo allarmi: si difende programmando, investendo e garantendo ai cittadini servizi di qualità. Chiediamo a tutte le forze politiche, a prescindere dalle diverse opinioni oggi in campo, di non utilizzare un tema così fondamentale per la nostra provincia come strumento di ricerca del consenso. L'opportunità che il sindaco ha ribadito è quella di aprire finalmente un confronto serio, trasparente e approfondito sul futuro della sanità modenese. Un confronto nel quale le differenze di vedute siano legittime, ma nel quale a prevalere siano i dati, le competenze e l'interesse dei cittadini, non la convenienza politica del momento'.

Nella foto, il capogruppo M5S in Comune a Modena, Giovanni Silingardi
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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