'Dopo 12 anni si apre il percorso per un nuovo Piano attuativo locale (PAL). È uno strumento fondamentale per programmare la sanità provinciale sulla base dei bisogni reali della popolazione, dell'evoluzione demografica, delle risorse disponibili e delle competenze professionali. Non possiamo affrontare le sfide dei prossimi anni con una programmazione che non tenga conto dei cambiamenti intervenuti. Il percorso dovrà coinvolgere istituzioni, professionisti sanitari e comunità locali. Eppure in Consiglio comunale FdI ha affermato che non ha senso parlare di PAL, come se la pianificazione non fosse la base necessaria e fondamentale per un corretto ed efficace sviluppo della sanità del territorio. Punto due, il Policlinico non chiude e il Pronto soccorso resta. La prospettiva illustrata è quella di un ospedale cittadino e distrettuale capace di rispondere ai bisogni di prossimità, con i servizi necessari a garantire l'assistenza e l'integrazione con le funzioni di maggiore complessità della rete ospedaliera. Il Policlinico, dunque, non va raccontato come una struttura da svuotare, ma come un ospedale la cui vocazione deve essere definita e sostenuta all'interno di un sistema integrato.
E qui i tanti punti interrogativi sostanziali sul futuro di un progetto di tale portata. 'Naturalmente, occorrerà chiarire il quadro finanziario, le coperture effettive, i tempi e le ricadute sull'intera rete provinciale. Ma liquidare preventivamente questa prospettiva, oppure alimentare paure senza confrontarsi con i contenuti, non aiuta i cittadini. Addirittura, invece, in Consiglio FdI è giunta ad affermare (con riguardo all’ipotesi di proposta della nuova struttura ospedaliero - universitaria in stretta integrazione con l’attuale Ospedale civile di Baggiovara, destinata a rispondere al tema delle eccellenze per le attività più complesse ed avanzate sul piano tecnologico e scientifico) che “i modenesi hanno paura di un un nuovo cantiere'.
'Il M5S prosegue e conclude Silingardi - ritiene che la discussione debba partire dai tre principi che orientano la riorganizzazione: prossimità, eccellenze e reti. Garantire le cure vicino ai cittadini quando è appropriato, concentrare le attività più complesse dove possono offrire le migliori garanzie e integrare le strutture in una rete provinciale efficiente. È la prospettiva che il sindaco ha illustrato in Consiglio comunale e che riteniamo meritevole di un confronto concreto, senza pregiudizi e senza rinunciare alle verifiche necessarie. Ringraziamo il sindaco per aver contribuito a chiarire i contenuti della proposta e per aver aperto una discussione sul futuro della sanità modenese. Ora si lavori al nuovo PAL coinvolgendo tutti i soggetti interessati e garantendo trasparenza sulle scelte, sugli investimenti e sui servizi. La sanità pubblica non si difende costruendo allarmi: si difende programmando, investendo e garantendo ai cittadini servizi di qualità. Chiediamo a tutte le forze politiche, a prescindere dalle diverse opinioni oggi in campo, di non utilizzare un tema così fondamentale per la nostra provincia come strumento di ricerca del consenso. L'opportunità che il sindaco ha ribadito è quella di aprire finalmente un confronto serio, trasparente e approfondito sul futuro della sanità modenese. Un confronto nel quale le differenze di vedute siano legittime, ma nel quale a prevalere siano i dati, le competenze e l'interesse dei cittadini, non la convenienza politica del momento'.
Nella foto, il capogruppo M5S in Comune a Modena, Giovanni Silingardi


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