Lettera aperta al Presidente della CTSS di Modena,
Premesso che non è più un mistero per nessuno che la sanità in Italia, e quindi anche nella nostra provincia, versi in una situazione di grave difficoltà, si evidenzia come tali problematiche siano fortemente percepite dai cittadini, al pari di quelle relative alla sicurezza e al caro vita.
Tenuto conto che, secondo il rapporto CENSIS-AIOP, il 42% dei pazienti con un reddito inferiore a 15.000 euro rinuncia alle cure e che il 34,4% delle persone con redditi bassi è costretto a rivolgersi alla sanità privata dopo estenuanti tentativi di prenotazione tramite il SSN, si comprende la gravità della situazione.
In generale, il 51,6% dei cittadini si rivolge direttamente alla sanità privata, con il risultato di una spesa complessiva superiore ai 40 miliardi di euro, di cui circa 1.480 euro a carico delle famiglie.
Stiamo andando, purtroppo, verso una sanità di censo.
Le conseguenze sono evidenti in termini di disuguaglianze, venendo meno ai principi fondamentali che avevano ispirato il Servizio Sanitario Nazionale: uguaglianza, universalità e globalità.
Il PAL, approvato dalla CTSS il 14/10/2011, che ha ridistribuito la rete ospedaliera e i servizi sanitari sul territorio provinciale, è ormai obsoleto e non risponde più alle legittime esigenze dei cittadini
e dei pazienti, venendo meno al loro diritto alla cura, sancito dalla Costituzione.Il PAL risulta inoltre ampiamente superato alla luce della normativa e delle più recenti disposizioni europee e nazionali, che prevedono la costituzione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, anche attraverso gli importanti finanziamenti previsti dal PNRR.
Le problematiche si palesano in modo particolarmente evidente nelle aree più periferiche della provincia, in particolare nella Bassa modenese e nell’Appennino, dove erano presenti presidi in grado di fornire risposte alla quasi totalità delle esigenze sanitarie correnti dei cittadini.
Con il vecchio PAL, invece, tali territori hanno visto la sospensione e la soppressione di diversi servizi sia negli ospedali sia sul territorio, senza tenere adeguatamente conto delle specificità geografiche e delle caratteristiche di queste aree, così come previsto dal DM 70/2015.
Per queste ragioni, si ritiene necessario procedere a una revisione e a un aggiornamento del PAL provinciale, affinché la programmazione sanitaria possa rispondere in modo più efficace alle esigenze attuali della popolazione, garantendo a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo di residenza e dalle condizioni economiche, il diritto alla salute e all’accesso alle cure.
Dottor Mohamad Malak - Medico Chirurgo
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