Questo pesante esborso, frutto di una transazione che evita lo scontro in tribunale, rappresenta l'amara 'ciliegina sulla torta' di una vicenda gestionale ed edilizia che dopo oltre un decennio continua a rappresentare non solo una ferita economica nelle casse pubbliche.
Il nucleo della vicenda è ancora ben visibile e percepibile anche dei disagi, ancora oggi da tutti gli utenti del Policlinico che transitano nell'area esterna centrale degli ingressi 1 e 2 e nella sua estensione fino al Com e al Cau. Il cantiere aperto, fermo e mai chiuso, comprende migliaia di metri quadri di superficie e di un complesso abbandonato. Un cantiere che obbliga ancora anche i pedoni a percorrere stretti passaggi delimitati dalle transenna. Al centro la Palazzina A1, destinata ad ospitare sulla base di accordi de 2008 il Servizio di Prevenzione Diagnosi e Cura (SPDC) e la Psichiatria. Il 24 aprile 2013, nel corso di lavori di ristrutturazioni seguiti anche al terremoto, l'edificio fu oggetto di un grave collasso strutturale.
A seguito del crollo, l'impresa costruttrice fu incaricata di eseguire le perizie e le complesse operazioni di messa in sicurezza e rimozione delle macerie della porzione di edificio collassata. Non avendo ottenuto il pagamento di tali prestazioni, l'impresa era ricorsa alle vie giudiziarie ottenendo dal Tribunale di Modena un decreto ingiuntivo per 186.559,42 euro.
A quel punto, l'Azienda USL di Modena aveva scelto la strada dell'opposizione al decreto ingiuntivo per resistere alle pretese dell'impresa (che richiedeva anche i danni per il fermo cantiere e i lavori svolti prima del crollo, per circa 77.000 euro oltre ad interessi di mora). Tuttavia, dinanzi all'imminente udienza di precisazione delle conclusioni, fisata al 26 novembre prossimo, lo stesso legale dell'Ausl, alla luce di un esito probabilmente sfavorevole della causa, ha proposto una transazione. Per evitare un danno peggiore, rappresentato da oltre 141.000 euro di soli interessi moratori che l'Ausl avrebbe dovuto pagare in caso di condanna, l'azienda è stata costretta a capitolare e a firmare una transazione che la obbliga a saldare la cifra di 192.559Euro 186.559,42 6.000 euro titolo di parziale rimborso delle spese legali sostenute comprensive di ogni onere ed accessorio;
Se il conto legale da quasi 200mila euro attinto dal 'Fondo rischi cause civili' incide sulle le casse pubbliche, il paesaggio urbano del Policlinico punisce la vista di cittadini e visitatori e i servizi rimasti sulla carta, o meglio sotto le macerie, che dovevano essere loro garantiti in quegli spazi.
La porzione di fabbricato oggetto del crollo non è mai stata ricostruita né riqualificata: a più di dieci anni dall'incidente, la porzione della Palazzina A1 giace ancora nello stesso stato di moncone e abbandono, rimanendo un simbolo tangibile di inefficienza amministrativa e burocratica. Edificio ed area degradata e abbandonata, ferita aperta nell'area centrale del grande ospedale cittadino, da anni peraltro interessato da cantieri edilizi che si susseguono senza soluzione di continuità.
Ad aggravare il quadro si aggiunge la situazione della vicina Palazzina A, che nell'ambito del medesimo programma di riorganizzazione dell'area avrebbe dovuto essere oggetto di demolizione e ricostruzione, e che invece continua a rimanere congelata senza una prospettiva chiara. Di questo ci occuperemo presto.
Nella foto, lo stato attuale dell'edificio crollato,



