Con quella boutade - perchè in fondo di questo si tratta con buona pace del duo Altini-Baldino che in quanto tecnici saranno sempr meno egoisticamente lungimiranti dei politici - ha buttato la palla in tribuna rispetto a un progetto del quale si parlerà tra 5-10 anni, ma molto più pragmaticamente ha portato a casa oggi risultati certi nella sua battaglia col Pd locale e con l'ex sindaco Gian Carlo Muzzarelli.
Innazitutto Mezzetti ha creato una linea di frattura tra il Pd del città e lo stesso Muzzarelli. Il consigliere regionale Pd in questi anni ha continuamente fatto da controcanto alla giunta, ma senza mai esporsi in prima persona. Ha mandato avanti le sue prime linee (la triade Venturelli-Lenzini-Guerzoni) e con loro ha lavorato ai fianchi di Mezzetti su ogni terreno. Ebbene, con il caso ospedali, il sindaco è riusciuto a far uscire allo scoperto Muzzarelli che - non trovando appoggio nei suoi soldati, vista l'enormità della battaglia - ha dovuto armarsi e scendere in campo in prima persona. Ma il suo mettersi la faccia, lungi dall'aver ricompattato le truppe, ha creato un solco con la sua squadra, provocando una spaccatura tra il Pd cittadino e l'ex sindaco. Certo, ora non è che Lenzini e soci si siano spostati armi e bagagli su Mezzetti, ma hanno certamente fatto un passo di lato rispetto a Muzzarelli. E questa è già una vittoria per Piazza Grande.
In secondo luogo il sindaco di Modena ha fatto chiarezza sulle eterne voci di rimpasto. Se rimpasto deve essere - dopo la figuraccia del volantino Dem col nome cancellato e poi riapparso miracolosamente - ora Mezzetti potrà farlo alle sue condizioni. Nel braccio di ferro col Pd della città il sindaco ha dimostrato di contare di più e ha svelato il bluff di un partito che non può permettersi di mollare il suo sindaco perchè consapevole che così facendo taglierebbe il ramo sul quale è seduto.
In terzo luogo Mezzetti ha dettato la linea anche all'interno del Pd modenese. Umiliando il Pd della città con il caso del volantino e premiando la linea moderata del Pd provinciale di Massimo Paradisi, il sindaco ha contribuito a risolvere l'ambivalenza Paradisi-Lenzini a favore del primo. Un nuovo equilibrio che sarà fondamentale anche in chiave candidature alle prossime politiche.
Infine il rapporto con la stampa. L'intervista alla Gazzetta di Modena ha creato un terremoto. Ovviamente tutti gli organi di stampa 'snobbati' hanno mostrato il loro risentimento, ma anche questo faceva parte del gioco. Sul fronte Tv, dato per perso il rapporto con la Trc edita da Coop Alleanza 3.0, Mezzetti si è preventivamente coperto a destra concedendo un appuntamento periodico fisso alla rivale Tvqui. Sul fronte carta stampata, ha sanato i diverbi con il quotidiano edito da Sae (della cui compagine fa parte Carimonte), mentre sul fronte della editoria on line si è liberato - anche con attacchi diretti e scomposti - da chi gli contestava una eccessiva vicinanza al nostro quotidiano, essendo La Pressa vista come smodatamente
Insomma un semi-capolavoro, una strategia quasi chirurgica che spiega anche l'astuto silenzio del leader della destra Michele Barcaiuolo e dei capibastone Pd Vaccari e Bonaccini.
Resta il pasticcio di quella promessa da 550 milioni per un fantasmagorico ospedale a Baggiovara e l'annuncio dello svuotamento del Policlinico per fare alloggi per studenti e medici. A quel progetto surreale il Dg Ausl Mattia Altini, in accordo con Baldino che lo aveva detto più o meno nei dettagli a mezzo mondo, crede davvero. Altini crede davvero di poter chiudere l'ospedale della città, il Policlinico, ed esportare il modello Cl a Modena. Ma per farlo ragionare ci sarà tempo, per ora non ci si pensa.
E poi le persone hanno la memoria corta, tra qualche mese si parlerà d'altro: pare si stia già lavorando a un favoloso programma di eventi natalizi. Con tante luci, canzoncine e aperitivi per strada...
Giuseppe Leonelli
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