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Modena: tra il Pd di Muzzarelli e Mezzetti è scontro totale, ma non ci sono buoni e cattivi, è solo lotta di potere

Modena: tra il Pd di Muzzarelli e Mezzetti è scontro totale, ma non ci sono buoni e cattivi, è solo lotta di potere

Intanto sull'ipotesi di svuotamento del Policlinico i sindaci del centrodestra si accodano mestamente: nè Pasini nè la Budri hanno sollevato vere critiche


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Il caso Policlinico ha fatto esplodere la lite che da anni fermenta nel sottobosco politico cittadino tra l'attuale sindaco Massimo Mezzetti e il suo predecessore Gian Carlo Muzzarelli. Mezzetti, con un mossa del tutto improvvida dal punto di vista del merito e del metodo, ha buttato sul tavolo l'idea del superamento dell'ospedale della città e la costruzione di una nuova struttura da 500 milioni a Baggiovara e così lo scontro è deflagrato.
E' evidente a tutti che sul caso specifico dello svuotamento del Policlinico, Mezzetti ha fatto una scelta non solo impopolare, ma anche contraria a ogni idea di sinistra e di difesa della sanità universalistica. Così come è evidente a tutti che la promessa di un investimento da 550 milioni a Baggiovara rientri più nel campo del settore edilizio che di quello sanitario. Ma questo non significa affatto che la difesa di Muzzarelli, appoggiato pur sottovoce dal Pd della città, sia animata da un improvviso amore per il bene comune. Non ci sono buoni e cattivi, sarebbe bello e facile fosse così, ma non lo è.

La verità è che il Policlinico è diventato solo il terreno di scontro di una lotta di potere che va avanti dall'inizio della consigliatura.
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Il sindaco ha colpevolmente lasciato aperta una autostrada sul fronte della difesa dell'offerta sanitaria cittadina e l'ex sindaco ci si è infilato, intuendo come questo possa essere il grimaldello per far saltare il banco. Una occasione clamorosa per Muzzarelli per 'vendicarsi' poltiicamente degli sgambetti di Mezzetti su urbanistica e rapporti con Hera e dei continui tentativi dell'attuale giunta di smarcarsi col passato. Tentativi che peraltro apparivano - agli occhi ingenui di molti cittadini - nobili. Ancora una volta non ci sono buoni e cattivi, sarebbe bello e facile fosse così, ma non lo è.
Purtroppo, fuori da questa baruffa interna al Pd - arrivata addirittura ai dispetti infantili di fare incontri sul futuro della città invitando mezza giunta ma non il sindaco -, l'impressione è che il merito del problema non interessi a nessuno.

Molti dei figli degli amministratori di sinistra - sempre pronti a difendere la scuola pubblica - frequentano le migliori e costosissime scuole private della città, così come per le cure si affidano ai primari privati. Populista dirlo? Forse, ma è tanto populista quanto vero.
E se chiude o apre un ospedale, in fondo non conta, è giusto un bell'argomento del quale disquisire a tavola, tra una tagliata e una cruditè di pesce.

Così, davanti a questa lotta di potere si rimane avviliti e rassegnati, consapevoli che dietro agli slogan e alle promesse, a restare stritolati sono i cittadini. Soprattutto quelli economicamente più fragilil. Sono loro a perdere quando per una visita specialistica nel pubblico devono attendere 2-3 anni: con il pannello di controllo della Regione che leggendo i dati in modo parziale racconta che va tutto quasi bene. Sono loro a perdere quando, dopo avere sentito la promessa di riapertura del punto nascita, hanno visto invece la chiusura di un altro, sempre in provincia di Modena. Sono loro a perdere quando tra qualche anno, al posto del loro Policlinico, avranno una struttura fatta di poliambulatori o poco più, come descritta dalla professoressa Modena.

Muzzarelli e Mezzetti combattono a colpi di lettere, dichiarazioni di 'fake news' e comunicati stampa, ma sulle promesse vere, quelle che contano, quelle tradite, sono esattamente allineati. Basta guardare il caso vergognoso dello spegnimento dell'inceneritore, negato da Hera dopo programmi elettorali chiarissimi sulla sua chiusura nel 2034.
Intanto, nel resto della provincia, i sindaci di centrodestra, invece di tentare di mostrare un piglio diverso, si accodano tristemente a chi al momento appare più forte, solo perchè in sella.
Al termine della Ctss il sindaco Angelo Pasini di Vignola è riuscito a dire che il piano per la dismissione del Policlinico, tutto sommato è corretto. Forse perchè consapevoli che a tagliare sulla sanità è il Governo e che le critiche finirebbero per colpire la propria parte politica, dimenticando la responsabilità enorme di dover rappresentare l'alternanza in un territorio che di fatto non la conosce da 80 anni. E, allora, se così stanno le cose, non resta che calare il sipario.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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