Massimo Mezzetti si è davvero intestato il progetto Policlinico - Baggiovara da 550 milioni, voluto dai vertici della sanità e dell'economia modenese, per poi fare saltare tutto? Sicuramente ha aperto un confronto al quale gli altri non erano preparati. A partire da Michele De Pascale e dal rettore Rita Cucchiara, moglie di Stefano Betti di Ance. E non era pronta la politica locale, che da una settimana brancola nel buio.
Ma l'ospedale, pur avendo un orizzonte temporale che si misura in lustri, è solo una tattica spicciola in una strategia più ambiziosa. Che riguarda invece la giunta, dove siedono ancora gli uomini di Muzzarelli: e questo è sempre più un problema.
Il Pd organizza un incontro per il 29 ottobre con i quattro assessori e Diego Lenzini. Il sindaco non compare e scrive sotto al post: «Eravamo d'accordo che ci fossi anche io. È cambiato qualcosa?». Il commento scompare prestissimo ma finisce lo stesso sui giornali. Vista la malaparata il Pd corregge tiro e locandina, mettendo Mezzetti davanti a Lenzini.
Ma non è la prima volta: già a maggio Mezzetti aveva partecipato a un incontro Pd con lo stesso titolo «Cosa succede in città?». Per poi essere malamente tagliato fuori dalle fotografie ufficiali.
Mezzetti l'indovino: giusto due giorni prima, presentando il libro “Elogio della Tracotanza” di Giuseppe Leonelli, aveva raccontato di essere sparito dalle foto dei DS dopo il rifiuto di un patto con gli industriali nel 2001.Intanto l'ospedale ha costretto l’ala capitanata da Gian Carlo Muzzarelli a uscire allo scoperto. Nell'assemblea Pd del 19 ottobre Muzzarelli lo ha contestato, prontamente seguito da Federica Venturelli e Giulio Guerzoni. Che Muzzarelli intoni l’hallali ci sta. Che gli assessori lancino strali al proprio sindaco, invece, è oggettivamente imbarazzante.
A Mezzetti questa giunta non piace più. Aveva già congelato le sostituzioni di Alessandra Camporota e Vittorio Molinari per evitare che il Pd gli imponesse Diego Lenzini, rimandando a dopo le politiche. Ma nella primavera del 2027 potrebbe presentare un menù più ricco: una giunta sua, senza ostili residuati muzzarelliani. E i candidati al Parlamento dovranno lasciare la giunta prima della campagna elettorale, senza ritorno anche se trombati. Sarà un aut aut al partitone: o così o elezioni anticipate.
Alle quali il PD non è pronto: nel 2024 fu Roberto Solomita a imporre Mezzetti e a chiudere la stagione degli otto aspiranti sindaci delle primarie.
Lenzini pensava di essersela giocata bene, con l'equilibrismo di questi giorni: pace fatta prima di Natale, la Venturelli a Roma, lui in giunta. Ma il risultato potrebbe essere fallimentare su tutti i fronti. Perché i candidati veri al parlamento saranno proprio quelli che nella vicenda non hanno aperto bocca: Stefano Bonaccini, Davide Baruffi, Stefano Vaccari. Lasciando così fuori da tutto Venturelli, Lenzini e di riflesso Muzzarelli.
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