Comunque sia, al di là di come la si pensi sul caso-Policlinico, Mezzetti ci ha messo la faccia. Non ci sono dubbi.
Una 'discesa in campo' che ha costretto anche Muzzarelli ad uscire allo scoperto, abbandonando l'estenuante gioco di melina di logoramento, per andare allo scontro frontale, mettendoci anch'egli la faccia. Sì, perchè in assenza di 'soldati' abbastanza strutturati da mandare in avanscoperta (ne è dimostrazione il debolissimo intervento di Lenzini), all'ex sindaco è toccato esporsi in prima persona in assemblea cittadina Pd, replicando il proprio intervento anche pubblicamente con una lettera allo stesso giornale (la Gazzetta di Modena) scelto da Mezzetti per la propria intervista.
In mezzo, annientati da questa battaglia tra i due leader, due soggetti: il Pd cittadino e l'assessore Giulio Guerzoni, il più fedele dei muzzarelliani in giunta.
Un Pd cittadino fragile e smarrito, incapace di giocare un ruolo di intermediazione (cosa che sta provando a fare il Pd provinciale di Massimo Paradisi) e costretto a ricorrere ai dispetti, clamoroso in questo senso il mancato invito al sindaco all'incontro sul futuro della città e la scelta di cancellarne il commento critico dalla pagina Facebook.
Ancor più critica la posizione di Guerzoni, sul quale ormai si concentrano quotidianamente le invettive del sindaco Mezzetti e il cui ruolo nella squadra di governo della città viene visto come quello di ambasciatore della parte avversa.
In questo quadro di scontro, il miracolo politico (si fa per dire) lo sta modellando l'assessore e vicensindaco Francesca Maletti. La Maletti è assessore alla Sanità ed è anche componente della segreteria provinciale Dem, proprio con deleghe a Salute e welfare. Ebbene, nonostante il suo ruolo cruciale nella vicenda-Policlinico, la Maletti - forte di una esperienza ormai ultra ventennale tra piazza Grande e Regione Emilia Romagna, è riuscita ad evitare di scottarsi. Grazie a un atteggiamento ondivago si è posizionata a difesa del sindaco Mezzetti, ma non troppo, e contemporaneamente ha accolto parte delle critiche di Muzzarelli, ma non troppo.
A differenza di Mezzetti che ci ha messo la faccia e si è giocato il tutto per tutto e di Muzzarelli che - a malincuore costretto dall'avversario - ha dovuto fare altrettanto, la Maletti è rimasta nel tepore del 'forse'. Ha accettato che la locandina nella quale veniva escluso il suo sindaco, circolasse come nulla fosse, salvo giustificarsi a chi le ha chiesto conto, con scuse degne delle fantasie dei cabò liceali. Una politica del vago e dell'indefinito che - lungi dall'avere i nobili intenti leopardiani - potrebbe fruttare una molto più concreta candidatura a sindaco, contro Mezzetti ma non troppo e con Muzzarelli ma non del tutto, nel 2029.
Giuseppe Leonelli
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