L'asse di ferro Mezzetti-Altini-Baldino per ora regge agli urti delle critiche e il dibattito sembra incanalato verso una lunga e logorante battaglia di posizione. Mezzetti non cede dall'idea presentata come un fulmine a ciel sereno con l'intervista della settimana scorsa e ora attende - per confermare la sua tesi - il parere dei tecnici, riuniti in fretta e furia nel pomeriggio in Accademia militare.
Non importa che nel programma elettorale del sindaco Mezzetti il progetto Policlinico-Baggiovara non fosse minimamente citato, a differenza della promessa di spegnimento dell'inceneritore di Modena, puntualmente tradita, come dimostrano le parole di ieri dell'ad Hera.
Il primo cittadino vuole andare avanti.
C'è un precedente fallimentare di questa ostinata volontà. Bisogna correre a ritroso con la memoria a una quindicina di anni fa, per chi ormai ha qualche mesetto sulle spalle. Era il 2010 quando l'allora giunta Pighi lanciò la balzana idea di costruire una piscina al Parco Ferrari. Se ne parlò per due anni. Pagine e pagine di inchiostro, istruttoria pubblica, promesse, condivisione a posteriori rispetto al progetto presentato. Una vicenda surreale.
Assessore in quella giunta era Antonino Marino, oggi capo della segreteria politica di Mezzetti.
Alla fine non se ne fece nulla. Stavolta la partita è ben più importante. Epocale per Modena, potremmo dire, ma le dinamiche e l'atteggiamento sono i medesimi.
Vedremo dunque come finirà con il progetto da 550 milioni per un ospedale Baggiovara bis, in grado di ospitare i reparti dell'attuale Policlinico.
Giuseppe Leonelli

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