'Inizia la campagna elettorale per le elezioni nazionali del 2027 del PD modenese e inizia con l’argomento che non può che raccogliere la sensibilità e l’interesse di ogni cittadino, la sanità. Parte in modo veemente al grido di una sanità pubblica universalistica, oggi, certamente più traballante che mai, ma della quale, negli ultimi tre anni, a livello regionale e comunale il PD ne è stato assoluto protagonista in negativo. Ieri,
lanciando una petizione, strana forma che suona più di sondaggio, alcune e un po’ usurate vecchie glorie del PD, che da anni ricoprono un ruolo di primo piano negli indirizzi politici della sanità modenese, con classica e abbondante dose di ipocrisia, nascondono le proprie responsabilità della disastrosa situazione attaccandosi al solo e solito mantra, da cui non riescono ad affrancarsi, della richiesta di finanziamenti da parte del governo'. Così in una nota il consigliere Maria Grazia Modena.
'Oggi, la spesa della sanità pubblica italiana raggiunge la rispettabile cifra di ben 143 miliardi, più del doppio rispetto al 2000. Forse una analisi di come sono stati spesi i fondi ricevuti dal governo da parte di chi ieri e, ancora, oggi è deputato alla organizzazione e gestione della sempre più disastrata e
fallimentare sanità modenese, quest’ultima in speranzosa ascesa solo grazie ai due nuovi Direttori Generali di ASL e AOU, ed emiliano-romagnola potrebbe rappresentare un atto di umiltà e ravvedimento da parte del PD, presupposto di reali intenzioni di miglioramento. E anche un atteggiamento critico, ma costruttivo, non respingente in toto a priori proposte ancora in larga parte sconosciute del ministro Schillaci, rappresenterebbe un atteggiamento di responsabile vigilanza, anziché dimostrazione di impreparazione e incapacità di proposta, indegno di una forza politica come il PD. Anche perché, lo sappiamo tutti, qualche grossa (enorme) responsabilità ha il dovere di assumersela e anche di dirlo ai propri militanti. Infatti, il raffronto con l’andamento della sanità prima e dopo gli anni Novanta è una chiara dimostrazione che la regionalizzazione della Sanità, che ha portato ad una crescente ingerenza della politica è direttamente proporzionale al declino della sanità stessa. Credo che il concetto non cambi da regione a regione, ma certamente ne ha acuito la differenza nella qualità e nel numero delle prestazioni'.
'Nascondersi, inoltre, come fa il PD modenese dietro la riscoperta di una vocazione sanitaria pubblica e universalistica, appare più come una trovata propagandistica, atta ad allarmare gli smarriti pesciolini piddini, che una vera intenzione, ricordando
che non troppo tempo addietro la ex segretaria cittadina del PD strizzava gli occhi alla sanità privata sostenendo che “il bisogno che non trova attualmente risposta viene in parte assorbito nell’offerta di un sistema assicurativo privato”, riconoscendo cosa buona integrare i sistemi assicurativi con il SSN. Non è un caso che nel 2024, quando Modena era maglia nera in Regione di liste d’attesa infinite, la Sanità “pubblica” modenese convenzionò prestazioni sanitarie in tempi brevi agli assicurati Unipol (guarda caso), facendoli fruire della discutibile scorciatoia delle visite a pagamento praticata negli Ospedali per accorciare i tempi di attesa. Con quella convenzione vincolata i tempi di visita trovavano una accelerazione nell’ordine: primi gli assicurati Unipol, secondi i liberi paganti e alle calende coloro che non potevano permettersi né l’una né l’altra, cioè la maggioranza dei modenesi. Alla faccia della conclamata sanità pubblica universalistica. Certamente da questa prima chiamata elettorale del PD su un argomento importantissimo, ridotta ad una affermazione di fedeltà ad un sistema sanitario universalistico e a incolpare di tutti i mali il governo che lesina i quattrini, non depone a favore di possedere, magari ci fosse, una classe dirigente per idee e proposte nuove all’altezza di governare il Paese nel
prossimo futuro' - chiude Maria Grazia Modena.