Da queste pagine ce ne eravamo nuovamente occupati tre anni fa, nuovamente, quasi per gli stessi motivi, denunciando abbandono degrado, anche strutturale e funzionale. Per esempio tre anni fa anche l'ascensore all'interno del cubo di non funzionava. Oggi, o almeno lo scorso fine settimana, abbiamo verificato una situazione sotto il profilo funzionale migliorata, ma sotto l'aspetto progettuale che già aveva preso forma nei rendering con tanto di realtà virtuale ancora pubblicati sul sito dell'ordine degli architetti, rimasta desolatamente al palo.
Il progetto del Nuovo Cimitero di San Cataldo a Modena, noto per il 'Cubo' di Aldo Rossi e Gianni Braghieri, rimane un'opera incompiuta a oltre 50 anni dal concorso. Ma non solo: rimane un'opera che pur ormai riempita di lapidi contenenti ossa e ceneri di defunti, ha visto fermarsi anche la manutenzione esterna. L'immagine è orribile. Quei muri scrostati insieme alle vernice colorata, quelle crepe, sono un pugno in un occhio, così come lo è il contesto circostante. Altrettanto incompleto nelle strutture, degradato nelle superfici. Il prato con l'erba alta e incolta, pur non piacevole, è il problema minore. Nel 2021, a stato di degrado già evidente Nel 2021, un progetto di realtà aumentata e virtuale (AVR) finaniato con fondi pubblici e ancora visualizzabile dal sito dell'Ordine degli Architetti di Modena, ha permesso di visualizzare il completamento del complesso, sviluppato con Gianni Braghieri.
L’Ordine degli Architetti si era speso in prima linea, offrendo competenze e proposte per dare finalmente un senso a quel disegno interrotto.
A peggiorare la percezione visiva è il contesto circostante: il Cubo non è isolato nella sua decadenza, ma è assediato da altri corpi di fabbrica altrettanto incompiuti. È un panorama di asimmetrie non volute, dove le strutture grezze e ammalorate creano un senso di 'sconnession' architettonica e visiva.
Le facciate gravemente deteriorate, le superfici scrostate e l'evidente stato di incuria degli edifici circostanti rendono l'intera area un luogo aspro, lontano dalla bellezza metafisica che il progetto originale prometteva. In attesa di un nuovo Consiglio Comunale che si interroghi in maniera sterile sul perché e sul cosa fare. Con nuove discussioni destinate, come è successo per anni, a lasciare spazio a nuovi anni di silenzio, oblio e abbandono.
Gi.Ga.



