Articoli Politica

Bretella Campogalliano–Sassuolo, Europa Verde attacca: 'Un’opera del passato spacciata per progresso'

Bretella Campogalliano–Sassuolo, Europa Verde attacca: 'Un’opera del passato spacciata per progresso'

Paola Aime, co-portavoce di Europa Verde, denuncia: 'Non è sviluppo ma profitto privato. Il futuro è il ferro, non nuove autostrade'


2 minuti di lettura

Europa Verde torna all’attacco sulla Bretella Campogalliano–Sassuolo. A parlare è la co-portavoce provinciale Paola Aime, che respinge con decisione la narrazione secondo cui chi si oppone all’opera sarebbe un “ambientalista del no”, ostile allo sviluppo e al futuro. “La verità è esattamente il contrario”, afferma.

Per Aime, la Bretella rappresenta “un modello vecchio, superato, costruito attorno a enormi interessi economici privati”. In un contesto europeo che punta con decisione alla riduzione del traffico su gomma e allo spostamento delle merci verso ferro e intermodalità, progettare nuove autostrade nel 2026 significa, secondo Europa Verde, “restare aggrappati a un sistema che il resto d’Europa sta cercando di abbandonare”.

La referente ecologista richiama l’esistenza di un’infrastruttura strategica già operativa sul territorio: lo scalo merci Dinazzano–Marzaglia, nato proprio per trasferire quote significative di traffico dalla strada alla ferrovia. “Invece di investire davvero su quella piattaforma – sostiene – si continua a spingere un’opera che porterà altro traffico pesante, altro consumo di suolo, altra pressione ambientale e ulteriori rischi per le falde acquifere”.

Aime contesta anche la retorica dello “sviluppo” utilizzata per promuovere la Bretella: “Questo non è sviluppo. È profitto mascherato da interesse pubblico.
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
Alla faccia dei cittadini espropriati, della tutela ambientale, delle direttive europee e di chi ogni giorno subisce traffico e smog”.
Secondo Europa Verde, non si tratta di una scelta tecnica inevitabile ma di una decisione politica ed economica “che favorisce chi guadagna dal traffico su gomma e dalle grandi opere”. Da qui l’appello alla trasparenza: “Chi ha interessi enormi dietro questa operazione ha nomi e cognomi. Prima o poi sarà necessario dirlo chiaramente ai cittadini”.

Per Europa Verde, il vero futuro del territorio passa da tutt’altra parte: “Il ferro, la logistica sostenibile, la valorizzazione dello scalo Dinazzano–Marzaglia e la riduzione del traffico pesante. Il resto è soltanto business travestito da progresso”.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.