Oggi - restando alla Emilia Romagna - le liste d'attesa continuano a rappresentare una vergogna assoluta che costringe i cittadini a rivolgere al privato, di fatto spendendo due volte per il diritto alla salute: prima con le tasse (tra le più elevate d'Europa), poi pagando i professionisti privati o assicurazioni sanitarie ad hoc. E ancora, nell'Emilia Romagna della sedicente eccellenza, l'Ausl - proprio con un progetto pilota partito da Modena - già oggi premia economicamente i medici di base che prescrivono meno esami. Per non parlare della chiusura dei punti nascita col tradimento indimenticato dell'ex presidente Bonaccini che ne promise la riapertura.
Eppure, invece di prendere atto di una innocenza perduta per sempre, di un fallimento nazionale ma ben radicato nella Regione emiliana, la politica continua a raccontare una realtà che non esiste, camuffando i problemi con giochi di prestigio linguistici e formalismi. Così Ausl e Aou si vantano quest'anno di un pareggio di bilancio sulla carta che nulla porta in termini di valore assoluto ai bisogni dei cittadini, il direttore Ausl Altini copre l'assurdità dei premi ai dottori che prescrivono meno con il grande tema della appropriatezza e le infinite liste d'attesa vengono mascherate col meccanismo dell'inserimento del cittadino nelle cosiddette preliste.
Ma la realtà è - purtroppo - più forte di ogni tentativo di ingabbiarla in racconti preconfezionati e comunicazioni rassicuranti. Nella Modena che ha appena creato un posto ad hoc da dirigente della comunicazione alla Aou (240mila euro lordi per tre anni all'ex portavoce di Bonaccini, Stefano Aurighi), il Pd non trova meglio da fare che usare questa drammatica situazione per l'ennesima resa dei conti interna tra l'ala che fa riferimento a Muzzarelli e quella che guarda a Stefano Vaccari.
Muzzarelli, insieme al vicesegretario provinciale Pd di sua emanazione Diego Lenzini, ha infatti lanciato una petizione per salvare la sanità pubblica.
Insomma, due partiti in uno nella piccola e provinciale Modena, novelli capponi di Renzo pronti a beccarsi tra loro mentre fuori il mondo crolla.
Giuseppe Leonelli

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