'A monte di ogni bando c’è una precisa scelta politica: decidere quali criteri premiare e quanto farli pesare. A monte del bando per la palestra Ascari c’è la delibera 80 del 2026, votata dall’intera Giunta, che ha definito gli indirizzi e introdotto un criterio nuovo: quello della multifunzionalità, che in questo bando pesa per ben 30 punti su 100. Nei bandi promossi dall’Amministrazione Costi si premiavano con 10 punti i progetti rivolti alle persone con disabilità e con altri 10 quelli dedicati alle pari opportunità e alla parità di genere. Oggi questi ambiti valgono 5 punti ciascuno. In questo ultimo bando sono poi letteralmente scomparsi i 10 punti per i progetti ambientali. È evidentemente una scelta politica'. A dirlo è il consigliere comunale di Formigine Simona Sarracino che interviene sul caso della palestra Ascari
inaugurata tra le polemiche la scorsa settimana.
'Perché questa scelta? Sarà questo l’indirizzo anche per i prossimi affidamenti degli impianti sportivi comunali? Perché, se così fosse, il tema non riguarderebbe più soltanto Fides e la palestra Ascari, ma tutte le società sportive storiche del nostro Comune e il modello con cui in futuro verranno affidati gli impianti che gestiscono e nei quali sono cresciute intere generazioni.
C’è poi la questione dell’istanza di
autotutela presentata da Fides e apparsa sulla stampa. Vorremmo sapere cosa è successo e avere una risposta chiara: è vero che il diverso peso attribuito alle discipline praticate nella palestra grande e nella palestrina è stato stabilito quando le buste erano già state aperte e dopo che erano stati chiesti chiarimenti alle società partecipanti? E se è così, questo sistema sarà utilizzato anche nei prossimi bandi? - continua Sarracino -. Qui non stiamo parlando soltanto di gestione. Parliamo di sport di prossimità, che significa conciliazione dei tempi di vita delle famiglie, significa consentire a un ragazzo o a una ragazza di andare ad allenamento in autonomia, significa poter praticare sport nel luogo in cui si vive'.
'A Casinalbo Fides fa comunità con attività sportiva, centri estivi e invernali, servizi per le famiglie e collaborazione con la scuola oltre ad essere l’unica società di pallavolo del Comune ad avere il settore maschile. Nella stagione appena conclusa contava ben 356 tesserati Csi e altri 45 tesserati Fipav per serie C, 2^ divisione femminile e 1^ divisione maschile. E allora non possiamo non vedere una contraddizione.
Premiamo e celebriamo la squadre della Fides con applausi, attestati e post sui social e contemporaneamente creiamo condizioni che rischiano di mettere in difficoltà proprio il settore giovanile dal quale quei risultati nascono - chiude il consigliere -. Non si tratta di essere contro nuove discipline o contro altre società. Si tratta di chiedersi quali conseguenze producano le scelte politiche che vengono fatte. Si tratta di trovare l’equilibrio tra l’introduzione di novità e la tutela di quello che già c’è e funziona. Per questo la domanda che facciamo alla Giunta è molto semplice: questa Amministrazione intende trovare una soluzione che, nel rispetto di tutte le parti coinvolte, tuteli concretamente lo sport di prossimità a Casinalbo, l’autonomia dei ragazzi, i tempi delle famiglie e il patrimonio di esperienza costruito dalle società sportive del nostro territorio?'