Non è più soltanto una questione di ore in palestra, ragazzi costretti a spostarsi fuori frazione e famiglie che chiedono spiegazioni. Sull’assegnazione della rinnovata palestra Ascari di Casinalbo ora si apre anche un fronte amministrativo. PGS Fides ha presentato al Comune di Formigine un’istanza di autotutela con cui chiede di annullare il verbale di aggiudicazione del 30 luglio e di rifare la valutazione. Il documento, cinque pagine con alcune parti oscurate per tutelare la privacy e acquisito dal nostro giornale, contesta il metodo con cui sono stati attribuiti alcuni punteggi.
L’aggiudicataria della palestra è Audax Casinalbo, come risulta dagli atti pubblicati dal Comune. Nell’istanza visionata non vengono mosse accuse ad Audax. Al centro dell’analisi legale finisce, invece, il metodo di valutazione impiegato, basato su parametri che, secondo Fides, non erano previsti dall’avviso pubblico e che sarebbero stati introdotti solo dopo l’apertura delle offerte e l’acquisizione dei chiarimenti richiesti alle due società sportive.
L’atto di autotutela presentato da PGS Fides parla di “violazione della lex specialis”, “introduzione postuma di un sub-criterio”, “alterazione del criterio” e “incidenza determinante sull’esito comparativo”. In termini più semplici, Fides sostiene che sia stato introdotto, solo dopo l’apertura delle offerte, un sistema di calcolo dei punti non indicato nell’avviso e che questo abbia inciso sulla graduatoria.
Viene contestato anche un ulteriore parametro legato al numero di ore di una disciplina sportiva, anch’esso ritenuto non previsto inizialmente.La vicenda tocca peraltro un impianto pubblico appena riqualificato con un investimento complessivo di 1,73 milioni di euro e per il quale la società aggiudicataria riceve contributi pubblici.
Il nodo riguarda il criterio sulla “multifunzionalità” dell’impianto, che valeva 30 punti. La palestra Ascari ha due palestre, una principale e una più piccola. Secondo l’istanza, l’avviso non stabiliva che le attività svolte nella palestra principale dovessero valere più di quelle previste nella piccola. La Commissione, in sede di valutazione, avrebbe invece attribuito il 91% del peso alla palestra principale e il 9% alla secondaria, sulla base delle rispettive superfici.
Il punto decisivo è quando sarebbe stato introdotto questo sistema di pesatura differenziata: le offerte erano già state aperte e ai concorrenti erano già stati chiesti chiarimenti sulla distribuzione delle discipline nei diversi spazi. PGS Fides chiede quindi al Comune di annullare in autotutela il verbale del 30 luglio, gli atti conseguenti e l’eventuale convenzione già stipulata o in corso di stipula, e di rifare la valutazione.
La conclusione cui arriva Fides è netta: senza la ponderazione 91/9, su quel parametro le offerte delle due società sportive avrebbero ottenuto lo stesso punteggio e, tenuto conto degli altri punteggi, si sarebbe determinata l’inversione della graduatoria in favore di PGS Fides.
La contestazione di Fides, dunque, non riguarda soltanto una diversa interpretazione del bando: secondo l’associazione, il metodo introdotto successivamente avrebbe avuto un effetto concreto sull’esito della procedura. È su questo, oltre che sulla battaglia delle famiglie degli oltre 300 atleti per la disponibilità della palestra, che il Comune di Formigine dovrà dare una risposta.



