Secondo Ubaldo Chiarotti, referente del comitato Salviamo l’ospedale della Bassa, la realtà è però ancora lontana da quanto annunciato. 'La distanza fra le promesse della direzione aziendale e i fatti rimane grave e ben poco giustificabile. Il Pronto soccorso di Mirandola può contare oggi su 7 medici strutturati, compreso il direttore, oltre a 2 medici di emergenza territoriale destinati all’automedica interdistrettuale con base a Cavezzo. Dal 2024, inoltre, è stato perso un turno infermieristico'.
Il confronto con gli altri presidi della montagna e della pianura, osserva Chiarotti, è impietoso: 'A Carpi i medici sono 14, a Pavullo 10 e a Vignola 9, strutture sovrapponibili alla nostra per funzioni. Pavullo e Vignola dispongono inoltre di un doppio turno medico attivo 24 ore su 24, mentre Mirandola, nelle ore notturne, resta con un solo medico in servizio'.
'Un nodo critico riguarda anche la medicina d’urgenza, che secondo il comitato non è ancora operativa nonostante 'tecnologia e opere murarie pronte da mesi'. Chiarotti richiama le recenti rassicurazioni dell’Ausl, auspicando che 'almeno su questo le promesse vengano mantenute celermente'.
Il tema centrale resta però quello degli organici. 'Un turno medico H24, per un Pronto soccorso degno di questo nome e di un vero ospedale, necessita di almeno 10 medici non precari', sostiene Chiarotti. 'A questi si dovrebbero aggiungere almeno 3 medici dedicati alla medicina di emergenza e un adeguato numero di infermieri'.
Il comitato guarda con attenzione ai concorsi in arrivo per nuove assunzioni, ritenendo che questo sia il momento per ribadire con forza la priorità del presidio mirandolese. 'Le emergenze non possono aspettare i tavoli di lavoro e le urgenze non si risolvono con promesse a futura memoria', conclude Chiarotti, invitando i sindaci del territorio a riportare il tema al centro del confronto con l’Ausl.



