Le vibranti improvvisazioni collettive e i brillanti assoli della prima tappa di questo incontro, avvenuto nel 2020 con l’album Sand Storm hanno mostrato da subito le potenzialità di questa unione: «sapevo che Kaze avrebbe suonato bene con Ikue», dice Fujii, «ma devo dire che si è rivelata ancora meglio di quanto avessi immaginato. Ha portato suoni freschi e nuovi alla band e una sensibilità molto forte».
I Kaze sono nati nel 2010 dal sodalizio di due musicisti francesi, il batterista Peter Orins, proveniente da esperienze come i collettivi di musica improvvisata e sperimentale Circum Grand Orchestra e The Crime, e il trombettista Christian Pruvost, compagno di Orins nella Circum Grand Orchestra e nell’ensemble Muzzix (tutt’ora attivo, e che negli ultimi anni ha inciso opere di Moondog e Pisaro), con due dei più importanti improvvisatori-compositori giapponesi, la pianista Satoko Fujii (titolare di oltre cento incisioni dagli anni 90 in poi, in solo, con la propria orchestra, e in compagnia di nomi come Paul Bley, Joe Fonda, Yoshida Tatsuya, Mark Feldman, Myra Melford, Wadada Leo Smith), e il trombettista (e suo marito) Natsuki Tamura, esordiente già nel 1979 con la big band New Herd di Toshiyuki Miyama, e con all’attivo numerose incisioni in solo e in collaborazione con Satoko Fujii, Rova Orchestrowa, Larry Ochs, Alexander Frangenheim, Masahiro Uemura...
Dal 2011 i Kaze hanno inciso quattro album per la giapponese Circum-Libra Records, definendo il proprio approccio melodico, astratto, misterioso, raffinato e conflittuale al free jazz, e nel 2015 hanno creato un'estensione del quartetto con la pianista Sophie Agnel e il batterista Didier Lasserre, a nome Trouble Kaze.
L’aggiunta più recente, Ikue Mori, è una figura leggendaria dell’underground newyorchese: nata a Tokyo, poco dopo il trasferimento a New York è divenuta la batterista della seminale band no wave DNA con Arto Lindsay. Dall’incontro con John Zorn nel 1983 per Locus Solus ha iniziato a suonare le drum machine, divenendo una presenza fissa nella scena downtown della città. Da allora ha formato progetti come Vibraslaps, Tohban Djan, Worlds of Love, Phantom Orchards, e collaborato con musicisti di generi e stili diversi negli Stati Uniti, in Europa e in Asia.
Stefano Soranna


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