La presentazione di tre anni fa
'Le fabbriche di Ago sono aperte' - recita l'ultimo slogan. 'Cantiere architettonico e cantiere culturale si congiungono in un luogo che inizia il suo processo di trasformazione'. Stessa frase di tre anni fa. Gli attori, di fatto, sempre quelli. Con il Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, dal Presidente della Fondazione di Modena Paolo Cavicchioli, come tre anni fa. Di seguito, nel video, riproposto l'intervento del 2018 del presidente Paolo Cavicchioli.
Unica novità rispetto a tre anni fa è l'accantieramento concreto dei lavori previsti dal primo appalto per l'intervento. Proiezione al 2024, quindi a quando Muzzarelli non sarà più sindaco, per forza di cose. Segno che dopo l'ex sindaco Barbolini (che nell'idea di un polo della cultura che ancora non c'è lanciava la Porta di Ghery che non ci fu), dopo il doppio mandato del sindaco Pighi e il doppio di Muzzarelli, tutto è e di fatto sarà ancora lì, ai nastri di partenza. Un contenitore urbano, dalle straordinarie potenzialità, vuoto. O meglio, da oggi, riempito non di cultura, di laboratori di idee in cui fondere tecnicismo ed umanesimo, ma di gru e di ponteggi. Che è già qualcosa dopo anni di progetti bocciati e bloccati. Ma questo è. Nel perfetto stile Modena.
Il resto è solo annunci, gli stessi, di fatto, di tre anni fa. In questi termini: 'L'obiettivo è fare dell'area Sant'Agostino una porta d'accesso materiale e simbolica a una città sempre più connotata dalla contaminazione tra scienze, tecnologie, arti e innovazione educativa, come già evidente nelle programmazioni dei soggetti che operano stabilmente nel campo del progetto Ago, siano essi insediati nel Complesso, come FEM - Future Education Modena e il Centro Interdipartimentale per le Digital Humanities dell'Università di Modena e Reggio Emilia, o regolarmente attivi in diversi spazi dell'Ex Ospedale, come Fondazione Modena Arti Visive.
L'obiettivo dei programmi culturali avviati da Ago - in attuazione delle linee strategiche indicate dal 'Progetto del nuovo Polo culturale' - è quello di riflettere sull'impatto delle tecnologie su cultura ed esperienza contemporanea, compito tanto più significativo in una città recentemente designata come Città creativa Unesco per il cluster 'Media arts'. Ad Ago si vogliono mettere in rete istituzioni che operano in modo connettivo, collaborando con le eccellenze interdisciplinari e generando una permeabilità tra saperi e pratiche: ciò potrà favorire fin da subito una riappropriazione del luogo,
La mostra fotografica 'on the road' di Francesco Jodice ne è un primo segno: come ricordato dall'artista, il racconto visivo e fotografico si spaginerà e reimpaginerà periodicamente per raccontare la fabbrica come un luogo aperto.
Attraverso un'installazione sulla facciata il pubblico potrà inoltre partecipare in prima persona alla riattivazione del luogo, condividendo con Ago ricordi e testimonianze mediante l'accesso a un QR code dedicato.
Ago è d'altronde già luogo di attività continua e diversificata. Nella sola mattinata di sabato hanno avuto luogo presso il Complesso le attività didattiche del Master in 'Digital Public History' promosso dal Centro Interdipartimentale per le Digital Humanities, nonché l'iniziativa 'Orientamento STEAM: Elettronica e Data Science nella Sostenibilità ambientale' che FEM - Future Education Modena ha condotto con una classe dell'Istituto di Istruzione Superiore 'Spallanzani' di Castelfranco Emilia.
Gi.Ga.

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