A novembre dello scorso anno ero intervenuto con alcune riflessioni sulle necessità e modalità minime che a mio parere si sarebbe dovuto assicurare per un buon concerto in sicurezza e tranquillità. A quella data però ancora non si sapeva con certezza che l’evento sarebbe poi stato autorizzato. Da allora da un punto di vista dei numeri nulla è sostanzialmente cambiato, se non un acuirsi della sensazione di insicurezza. E molto probabilmente è stato fatto. Fino ad ora ancora poco è emerso circa le modalità organizzative e probabilmente maggiori dettagli potrebbero contribuire a rasserenare sia la cittadinanza che i futuri ospiti sin anche ad allargare il dialogo a ulteriori suggerimenti contribuendo finché ancora in tempo, ad aumentare i livelli di sicurezza ed ospitalità. Indipendentemente da chi è favorevole o è contrario all’evento ora è importante raffinare l’organizzazione ed ogni contributo può essere utile. Probabilmente una seduta straordinaria del Consiglio Comunale, in cui i principali attori della macchina organizzativa siano invitati a chiarire le modalità di attuazione del concertone sarebbe estremamente necessaria. Non solo il Sindaco ovviamente, ma anche il Prefetto, il Questore e chiunque è delegato alla sicurezza ed alla buona riuscita dell’iniziativa.
Il Parco Ferrari approssimativamente è un rettangolo di 900 mt x 450 mt, equivalente a poco più di 40 ettari, una ragguardevole superfice per un parco urbano, in città.
Una parte di parco è densamente alberato, un pezzetto è occupato da un laghetto oltre che da alcune radure circondate da alberi per un totale di circa 225.000 mq equivalenti a 23 ettari circa, che sottratti ai 40 ettari totali lasciano liberi approssimativamente 17 ettari, ovvero 170.000 mq.La densità ed il movimento improvviso ed incontrollato di persone derivanti da cause anche banali quali uno scoppio, una fiamma, una rissa, così come solo l’impressione che qualcosa che non vedi davanti o dietro di te sia una minaccia è una delle questioni più temute degli organizzatori di grandi eventi sia al chiuso ma anche in spazi aperti. In queste condizioni non di rado, possono nascere onde e spinte di persone controllabili solo da un efficiente e rapido servizio d’ordine. La dinamica il più delle volte è quella di chi in mezzo ad una folla cerca di correre, scappare e se qualcuno o più di qualcuno cade ed inciampa non può evitare di calpestarlo, di montargli sopra rischiando a sua volta di cadere.
Ovviamente la distribuzione della folla non è omogenea, probabilmente nelle aree PIT 1 e 2 sarà superiore e nella media nell’area PIT 3. Densità maggiori non potrebbero essere garantiti neanche con l’esercito. Ecco allora la necessità di mettere a disposizione molto più spazio e quindi si spera l’installazione di diversi megaschermi all’interno dell’area, ed anche Parco Amendola, sino a pensare anche in ultima ratio a Piazza Roma e Piazza XX settembre, ovvero negli slarghi
Per un principio di precauzione, cercando così di offrire al contempo una ospitalità con ragionevoli standard di sicurezza e confort a tutti i fans , con reciproco vantaggio di ospiti ed ospitanti.
In definitiva ci si aspetta anche in relazione ai fatti degli ultimi giorni (Manchester, Torino) e degli ultimi mesi (Francia, Belgio e Germania) che sia stata fatta una profonda analisi del rischio unitamente a:
- un protocollo di intervento che preveda l’interruzione del concerto in caso di emergenza
- una restrizione all’ingresso per i minori stabilendo una età minima accettabile
- un sistema audio indipendente da quello in dotazione ai musicisti da utilizzarsi in caso di emergenza
- l’uso di barriere antisfondamento che non siano le solite rastrelliere in ferro zincato che han dimostrato di non essere in grado di reggere l’urto o la pressione di una folla
- la preparazione certificata e professionale degli steward nella gestione di momenti di emergenza almeno in un rapporto di 1 a 5
- la larghezza, disposizione e quantità delle vie di accesso e fuga come conseguenza di un attento algoritmo e calcolo circa i tempi di afflusso e deflusso di zone e parti sia in condizioni normali che in caso di emergenza verso punti preordinati di sicurezza.
- l’uso della telemetria per avere in tempo reale le immagini dove la folla sta per raggiungere livelli di densità al limite consentito o incontra ostacoli non previsti
- vasta e comprensiva comunicazione via cellulare e media nonché la stampa e diffusione tempestiva di adeguate mappe contenenti vie di accesso ed altre informazioni utili
- facile accessibilità all’acqua potabile, ombra, servizi igienici e pronto soccorso
- limitazioni al cosiddetto surfing delle persone sopra altre persone durante il concerto.
Lorenzo Carapellese - urbanista

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