In occasione del suo insediamento è stato organizzato un incontro con il Cda e il personale della Fondazione, nel corso del quale Diana Baldon ha avuto la possibilità di presentarsi e delineare i suoi progetti per Fondazione Fotografia. Ad introdurla è stato il presidente della Fondazione, Paolo Cavicchioli, che, dopo aver ringraziato il direttore uscente, Filippo Maggia, ha ricordato come la nomina di Diana Baldon sia 'un'opportunità molto importante per la città. Continueremo nel solco del lavoro svolto in questi ultimi anni, in cui Fondazione Fotografia Modena si è accreditata a livello nazionale e internazionale con importanti collezioni di fotografia, ma anche grazie ad un'interpretazione originale del proprio posizionamento, che vede convivere l'aspetto curatoriale a quello didattico'.
'Sono onorata di essere parte di Fondazione Fotografia, un'istituzione che gode di un'alta reputazione in Italia - ha detto Diana Baldon - desidero contribuire alla sua identità, al suo futuro, considerando il medium della fotografia all'interno di un orizzonte più vasto, che ne vede un utilizzo centrale da parte della società grazie allo sviluppo delle tecnologie digitali. Le trasformazioni nel campo della fotografia degli ultimi vent'anni hanno avuto portata epocale, e il suo sviluppo è tuttora in corso: Fondazione Fotografia, in questo senso, offre una prospettiva di ricerca unica e questo è uno dei motivi per cui ho scelto di lavorare in quest'istituzione'.
Diana Baldon ha ripercorso brevemente il suo curriculum: dopo gli studi al Dams di Bologna, nel 1998 si è trasferita all'estero per lavorare in musei e istituzioni a Ginevra, poi a Berlino, Vienna, Stoccolma e Copenhagen. Dal 2014 al 2016 è stata la Direttrice della Malmö Konsthall, Svezia; prima ancora è stata la Direttrice di Index - The Swedish Contemporary Art Foundation, a Stoccolma. Tra il 2007 e il 2011 ha lavorato come curatrice e membro del corpo docente dell’Accademia di Belle Arti di Vienna. 'Lavorare all'estero mi ha insegnato ad amare l'Italia. Sono tornata perché nel nostro paese abbiamo un'innata passione per la cultura.
Diana Baldon lavorerà alla programmazione espositiva di Fondazione Fotografia a partire dal 2018: 'Devo ancora familiarizzare con la struttura perchè sono arrivata da poco e quindi non posso anticipare nomi, ma idee e temi sì. Quello che più mi ha colpito nell'esplorare la storia della Fondazione è il fatto che finora le mostre non hanno preso in considerazione il fatto che ci sono anche molte donne fotografe che hanno lasciato un segno importante nella storia della fotografia. Penso a Cindy Sherman, o Ahlam Shibli, con cui ho già lavorato nel 2007, e che sarà presentatata a Documenta a Kassel. Questo mi offre grandi possibilità e materiale su cui lavorare'.

(1).jpg)
