E' appena uscito (si può trovare al Cenacolo di Porta Saragozza a Modena) il libro di Luigi Malavasi Pignatti Morano 'La vita di Nazario Sauro' si tratta della seconda edizione di un vecchio libro scritto dal bisnonno dell'autore nel '22.
«Indietreggiò il nemico fino a Trieste, fino a Trento… E la Vittoria sciolse le ali al vento! Fu sacro il patto antico: fra le schiere furon visti risorgere Oberdan, Sauro, Battisti…». Ricordato nella Leggenda del Piave insieme con Guglielmo Oberdan e Cesare Battisti – a formare un’ideale triade eroica dell’irredentismo italiano –, Nazario Sauro è oggi un personaggio pressoché dimenticato. A lungo esaltato quale «martire di Capodistria» – per via della drammatica morte per impiccagione con l’accusa di alto tradimento –, nell’Italia sconfitta del secondo dopoguerra Sauro ha dovuto progressivamente cedere il passo a nuovi miti, non contaminati dall’ideologia fascista e meglio “spendibili” da parte delle neonate istituzioni repubblicane. Eppure in Sauro è lecito scorgere ben altro rispetto al ritratto pomposo e retorico degli anni Venti e Trenta del secolo scorso: il marinaio istriano, infatti, fu anzitutto un combattente per la libertà, un uomo romanticamente disposto a donare se stesso per un ideale di giustizia, un «piccolo Garibaldi dell’Istria», come
lo chiamavano gli amici.Carlo Pignatti Morano, nato a Modena nel 1869 e morto a Firenze nel 1944, all’entrata dell’Italia nel primo conflitto mondiale era in comando della flottiglia torpediniere costiere dell’Alto Adriatico. Partecipò a numerose missioni di guerra, meritando per il complesso della sua attività una medaglia d’argento al valore militare e le croci di cavaliere e di ufficiale dell’ordine militare di Savoia. Luigi Malavasi Pignatti Morano, nato a Modena nel 1985, collabora con riviste di storia locale e dal 2013 al 2016 ha curato una rubrica storico-letteraria sul quotidiano modenese «Prima Pagina». Tra le sue pubblicazioni, La propaganda socialista nelle pagine de «Il Domani», periodico modenese del primo Novecento (Terra e Identità, 2014) e Camerata Garibaldi. Lo sfruttamento propagandistico del mito dell’Eroe dei due mondi nella stampa fascista modenese (Il Fiorino, 2017). E' un collaboratore de La Pressa.

(1).jpg)
