Alessandro Guicciardi, Caterina Secchieri, Fabio Bernardinello e Massimiliano Pezzo, i membri della squadra “Alboreto is NOTHING' sono quattro amici e colleghi: ingegneri, provenienti dall’ambito della sperimentazione del veicolo in Maserati. E tutti da anni coltivavano questo sogno nel cassetto. Alessandro, modenese : «Questo viaggio è una delle ultime grandi avventure rimaste sulla faccia della Terra: attraverseremo ben tredici confini, passando per quella che i veterani del Mongol rally chiamano South Route, passando quindi per la Turchia, l’Iran e tutti i paesi che finiscono con - stan. Non stiamo più nella pelle al pensiero di vedere la Cappadocia e percorrere la Pamir Road con il suo punto più alto quasi a 4700 metri, la Repubblica di Altai e il deserto del Gobi! Partiremo il 16 luglio e prevediamo di ritornare tra il 20 e il 25 agosto: dipende dagli imprevisti lungo la strada.»
Milano, Istanbul, Samarcanda, il Pamir, il deserto del Gobi. Nomi dal sapore di avventure lontane, di Marco Polo e di esplorazioni, di Via della Seta e villaggi quasi irraggiungibili: il Mongol Rally è tutto questo.
Nel Mongol Rally ci sono solo tre regole da rispettare; primo, la cilindrata massima consentita è 1.200 per le auto e 125 cc per i motocicli; secondo, non avvalersi di alcun tipo di assistenza lungo il percorso, che non ha un itinerario fissato dagli organizzatori; infine raccogliere almeno 1.000 sterline da devolvere in beneficenza.
Ma qual è il mezzo ideale per un percorso del genere? « La filosofia alla base del Mongol Rally è di scegliere una vettura inadatta alle strade che si andranno a percorrere. La scelta del mezzo è ricaduta su un Subaru Libero del 1991, furgoncino con 52 cavalli, senza nessuno dei comfort moderni: sedili posteriori assolutamente scomodi, ruggine, nessuna sovralimentazione, zero aria condizionata e con un comportamento in strada pari a quello di un orso che va in giro sui pattini ubriaco e bendato. E’ stato amore a prima vista! E come tutti gli amori a prima vista ci sta portando a vivere notti insonni dedicate alla sua preparazione».
Infine la parte veramente importante, lo scopo ultimo del viaggio: la beneficenza: ogni team deve versare 500 sterline a CoolEarth, che si occupa di tutela delle foreste pluviali, e almeno altre 500 a discrezione del team.
Un’impresa del genere merita certamente di essere seguita da casa: gli 'Alboreto is NOTHING' sono già molto attivi sui social: sarà possibile seguirli dal sito internet www.alboretoisnothing.it, dal gruppo Facebook 'Alboreto is nothing - Mongol Rally 2018, e hanno un profilo Instagram (alboretoisnothing2018) in cui hanno documentato anche tutta la preparazione a questa manifestazione unica al mondo. L'equipaggio posterà i video girati lungo il percorso in un canale Youtube dedicato. L'ultimo aspetto è il più importante, ed è la piattaforma per la raccolta fondi, perché l'obiettivo del Mongol Rally è fare beneficenza. La piattaforma è attiva online all'indirizzo https://gogetfunding.com/alboreto-is-nothing-mongol-rally-2018/.

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