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San Giorgio: il santo della libertà

San Giorgio: il santo della libertà

Non è solo il male, quindi, ciò dal quale San Giorgio ci libera, ma, con esso viene sconfitto anche ciò che è falso, che inganna


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Oggi è il 23 aprile, San Giorgio. Da alcuni anni si celebra anche la giornata mondiale del libro. Le due ricorrenze non hanno nulla a che fare tra di loro, almeno all’apparenza. Forse non è proprio così, a pensarci bene.

La decisione di fissare proprio in questo giorno la celebrazione della letteratura è dovuta alla coincidenza della morte, proprio il 23 aprile del 1616, di due giganti della letteratura moderna europea: l’inglese William Shakespeare, che pure nacque il 23 aprile (del 1564) e lo spagnolo Miguel de Cervantes. Sempre oggi, per rimanere in tema letterario, nel 1899 nacque Vladimir Nabokov, l’autore di Lolita (sebbene alcuni datino la nascita al 22, ma l’ambiguità è data dai calendari diversi in uso in Russia e nell’Europa occidentale al tempo).

San Giorgio fu un soldato cristiano, non per niente è patrono anche delle milizie cristiane, martirizzato sotto Diocleziano, il 23 aprile del 303. Nell’iconografia classica, derivante dalla storia della sua vita che è stata tramandata, Giorgio sconfigge il drago, liberando il villaggio che ne era tormentato. Nel simbolo, il drago, animale fantastico che muta la forma, è il diavolo, dal gredo “Διάβολος”, il calunniatore, colui che proferisce menzogna.
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“Dia-bolico” è ciò che è doppio, che non ha una verità, ma che ha duplice forma e divide, contrapposto a ciò che unisce, vale a dire il “sim-bolico”.

Giorgio, quindi, vince ciò che non è verità, zittisce la menzogna, pulisce il mondo da ciò che divide e permette alla vera Parola di trionfare, di unire. Non è solo il male, quindi, ciò dal quale San Giorgio ci libera, ma, con esso viene sconfitto anche ciò che è falso, che inganna. Così che siamo ricondotti verso la conoscenza, tramite per accedere al vero. E non sono proprio i libri, la letteratura, la cultura, le strade che portano alla conoscenza?

Così, in quest’epoca di poche certezze, di menzogne e false verità, in cui siamo rintanati nelle nostre case impauriti, forse dovremmo pensare di affidarci ai libri, vale a dire Parola e Pensiero, per ritrovare almeno dentro noi stessi, la libertà che ci viene negata.

Simone Zanin - responsabile Provinciale CulturaIdentità Modena
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