'La Federazione di Modena di Rifondazione Comunista esprime piena solidarietà alle lavoratrici ed ai lavoratori coinvolti nella vertenza Castelfrigo di Castelnuovo Rangone, dove sono in gioco 75 licenziamenti su 148 addetti. Di fatto 75 lavoratori del settore carni sono colpiti da licenziamenti collettivi e senza alcun ammortizzatore sociale per aver aderito alle lotte sindacali e tentato di far valere i propri diritti. Siano tornati ai licenziamenti ritorsivi, e alla Castelfrigo i diritti dei lavoratori valgono carta straccia'. Così in una nota Rifondazione comunista di Modena.
'Le lotta dei lavoratori avevano portato ad ottenere, nel febbraio 2016, e tramite un accordo siglato presso la Provincia di Modena, il riconoscimento del contratto degli alimentaristi anziché quello dei facchini. L’azienda a suo tempo aveva accettato di firmare questo accordo, ma dopo qualche mese ha provveduto ad avviare la procedura di licenziamento collettivo nonostante alla Castelfrigo si continui a produrre a ritmi incessanti. E si licenzia nonostante la proposta avanzata da Flai e Filt Cgil modenesi di rimodulare gli orari di lavoro dei soci-lavoratori senza costi aggiuntivi per le aziende. Perché la verità è che alla Castelfrigo si licenzia proprio nel momento in cui, come prevedeva l’accordo sindacale, doveva essere applicato il contratto di lavoro dell’industria alimentare.
'Castelfrigo, licenziamenti ritorsivi'
Rifondazione comunista: 'I padroni modenesi continuano ad avere atteggiamenti che non hanno niente a che fare con il rispetto delle regole'
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