I fattori che influenzano l’andamento dell’euro
Se il ruolo dell’euro nel mercato finanziario globale è sempre più rilevante, anche la sua capacità di influenzare o essere influenzato da eventi politici e economici è in costante ascesa. Un esempio lampante è ciò che è successo nei primi tre mesi del 2020, quando la pandemia è diventata globale. L'euro ha rappresentato un porto sicuro per investitori che uscivano impauriti da investimenti particolarmente rischiosi come quelli legati al mondo delle valute emergenti. E quando una valuta rappresenta uno degli strumenti preferiti dagli investitori istituzionali nelle fasi di panic selling, la sua importanza oltre che maturità, diventa evidente.
Come si è mosso l’euro negli ultimi 12 mesi
Negli ultimi 12 mesi, il ritorno graduale alla normalità sui mercati ha comunque favorito l’euro, soprattutto nei confronti di valute tradizionalmente difensive come il dollaro americano e lo yen giapponese. Nonostante un appeal molto basso in termini di rendimenti offerti dalle obbligazioni europee a causa della politica monetaria dei tassi negativi imposta dalla BCE, l’euro rimane una tra le divise più solide del mondo industrializzato. L’euro è sicurezza e per questo viene premiato anche in condizioni non particolarmente attraenti dal punto di vista finanziario come quello attuale.
Cosa succederà all’euro nei prossimi sei mesi?
Ma cosa è lecito attendersi dall’euro da oggi fino alla fine del 2021? La ripresa economica dovrebbe prendere ulteriore vigore man mano che il periodo estivo e la diffusione della vaccinazione alla maggioranza della popolazione allontaneranno, si spera per sempre, il rischio di una nuova ondata di Covid-19. Nella seconda parte dell’anno il piano Next Generation EU dovrebbe dare ulteriore impulso a consumi e investimenti all’interno dell’Eurozona grazie ai generosi piani di finanziamento decisi dai Governi. La politica monetaria dovrebbe continuare a supportare la ripresa ma è probabile che la BCE cominci a far trapelare ai mercati l’idea di una exit strategy dal piano di riacquisto titoli (in gergo QE) che tanta liquidità ha fornito al sistema economico.
In conclusione
In conclusione possiamo dire che l’euro ha guadagnato la maggiore età in splendida salute uscendo molto bene da una crisi, quella del debito greco, che aveva messo in discussione la sua esistenza. Il “whatever it takes” di Mario Draghi, ora a capo del Governo italiano, ha rinforzato fondamenta che promettano di acquistare ancora più valore nei prossimi mesi.


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