Ricordiamo che solo lo scorso anno lo stesso Bosi si era soddisfatto del bilancio 2018.
Da qui la messa in liquidazione e - il 6 maggio scorso - la presentazione di un concordato preventivo in attesa di risposta. Per Siteco Srl, invece, 'la richiesta di una cassa integrazione per cessazione dell'attività è arrivata del tutto inaspettata in quanto, negli incontri che le organizzazioni sindacali hanno avuto con il nuovo amministratore, dottor Alfredo Medici, questi si era detto sempre fiducioso di una ripartenza dell'azienda e di una probabile ricapitalizzazione a breve della stessa', continua la Fillea. Sottolineando inoltre che l'ammortizzatore sociale è stato chiesto dalle imprese senza attendere la risposta alla convocazione di un tavolo regionale di crisi presentata dai sindacati modenesi di categoria dell'edilizia la scorsa settimana.
Non solo, il sindacato aggiunge che 'Gli amministratori che man mano se ne sono andati dalle due società, lasciandole impantanate in una grave situazione di crisi lavorativa ed economica, sono stati tutti ricollocati in posizioni dirigenziali all’interno di aziende del mondo cooperativo'.
In ballo, viene evidenziato, c'è il futuro di 250 lavoratori che da febbraio non percepiscono lo stipendio, molti dei quali si stanno per questo rivolgendo alle sedi sindacali per presentare telematicamente le dimissioni per giusta causa. In questo quadro 'ci appelliamo alla Regione Emilia-Romagna affinchè acceleri la convocazione di un tavolo regionale per scongiurare la cessazione delle attività delle società', conclude la Fillea Cgil di Modena, secondo cui 'ora il futuro delle due società che negli anni passati sono state la ciambella di

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