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Emorragia nel piccolo commercio, Modena ha perso 1.200 aziende in 10 anni

Emorragia nel piccolo commercio, Modena ha perso 1.200 aziende in 10 anni

Cresce invece il settore dei pubblici esercizi e turismo, con 477 nuove attività ed un incremento dell'11,6%. Tra le cause individuate da Confesercenti la principale è quella legata alle liberalizzazioni introdotte dal governo Monti, che hanno facilitato la Grande distribuzione, ed il commercio on-line


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Una media di 120 piccole imprese nel settore del commercio perse all'anno.  È questo il dato relativo al territorio modenese dopo quasi 10 anni di crisi. Un dato, quello fornito da Confesercenti, che si vede, anche attraverso lo sguardo sia ai centri storici, ma soprattutto alle periferie, dove in molti casi le vetrine dei negozi sono state sostituite da quella di pub, bar, ristoranti e attività turistiche. E qui, infatti, emerge l'altro dato del rapporto Confesercenti. 

“Dal 2007 a oggi a fronte del calo del 14% di piccole aziende del commercio, si registra l'aumento di pubblici esercizi e attività ricettive che segnano invece nello stesso periodo un incremento di oltre 11 punti percentuali.”

I numeri delle chiusure dei 'piccoli' a Modena: Erano 8361, le attività del commercio al dettaglio aperte nel 2007, 7.186 quelle di oggi. 1.175 in meno in dieci anni, un calo quantificabile percentualmente del -14,1%. Il conto maggiormente salato, come anche riscontrato a livello nazionale, è andato ai negozi di abbigliamento e calzature, a quelli piccoli di ferramenta e materiale per costruzioni e rivendite di libri e giornali.

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Un colpo quello subito dal commercio dovuto sì alla recessione, ma anche alle misure di liberalizzazione introdotte col Governo Monti a partire dal gennaio 2012: insostenibili per i piccoli e solo favorevoli alla Grande Distribuzione

Pubblici esercizi e turismo: Qui la situazione è di crescita costante, almeno da tre anni a questa parte. Ai 4.129 pubblici esercizi già presenti 10 anni fa, se ne sono aggiunti tra bar, ristoranti ed attività ricettive di vario tipo, altri 477 arrivando così alla cifra di 4.606, segnando un incremento in dieci anni dell’11,6%

Mentre il dinamismo del settore turistico e dei pubblici esercizi è evidente – commenta Confesercenti – il commercio continua a soffrire, schiacciato da una parte da una ripresa della spesa delle famiglie che tarda ad arrivare, ma anche da un trasferimento delle quote di mercato dai piccoli alla GDO dovuto in primo luogo alla liberalizzazione, insostenibile per le imprese familiari e che deve essere ripensata. Ad incidere, anche l’evoluzione tecnologica, come dimostra l’aumento dell’attività online di distribuzione commerciale e vendita'

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