Lo stress finanziario è destinato ad aumentare considerando l'aumento del prezzo del gas che rende sempre più difficili i rapporti commerciali. Oggi la quotazione è salita ancora del 61,5% a 311 euro. La chiusura è avvenuta 260 euro. Solo un anno fa stava a 20 euro e prima che parlassero le armi non superava quota 25 euro.
Ad infiammare il mercato è stato l'annuncio che gli Stati Uniti stanno discutendo con l'Unione europea un possibile embargo sul petrolio russo. Ipotesi che fa schizzare il Wti del 5,86% a 122,46 dollari al barile e il Brent del 5,66% a 124,69 dollari al barile. L'impennata dei prezzi per il momento non intacca le forniture. Gazprom ha assicurato che non ci sono tagli.
Oggi sono stati spediti 109,6 milioni di metri cubi. Altrettanti domenica. Come spiegano gli analisti di Jp Morgan non c'è alcun interessa da parte di Mosca a ridurre le forniture. Secondo la banca d'affari il Pil russo dovrebbe diminuire del 7% quest'anno con un calo del 10% nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e del 35% nel secondo. Questa situazione ha accelerato la corsa ai beni rifugio. A cominciare dall'oro che ha abbattuto nelle scorse ore la soglia dei 2mila dollari l'oncia per la prima volta da agosto 2020.
Guerra in Ucraina, il prezzo del gas schizza a 260 euro
Solo un anno fa stava a 20 euro e prima che parlassero le armi non superava quota 25 euro
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