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'Maxi Portali, prima di pensare ad espandere bisogna riflettere'

'Maxi Portali, prima di pensare ad espandere bisogna riflettere'

Confcommercio Modena: 'Utilizzare tutte le leve disponibili per arginare?la politica del laissez faire, a vantaggio dei player della grande distribuzione'


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«Prendiamo atto dell'ulteriore progetto di ampliamento commerciale dei Portali, ma sia chiaro che non potrà che essere alternativo a quello ipotizzato ed in corso di definizione per l'ex area Civ&Civ». Così Confcommercio Modena sul progetto da 100 milioni di euro che dovrebbe prendere forma nelle prossime settimane.

«Come abbiamo sostenuto in questi anni - puntualizza l'Associazione - non siamo certo pregiudizialmente contrari alla messa in campo di progetti di riconversione o recupero di aree, come ad esempio quello di Essellunga, che vedrà finalmente la luce dopo decenni di attesa e discussione; ma allo stesso tempo è chiaro come il congiunto impatto sulla rete commerciale esistente di due insediamenti da migliaia di metri quadri e che hanno il loro bacino in aree limitrofe, sarebbe molto pesante».  

«In un quadro di mancata crescita - continua la nota di Ascom Modena - dei consumi e di congiuntura economica al rallentatore, è poi inimmaginabile anche solo pensare che ci sia ancora spazio per mega strutture commerciali, in particolare sul comparto alimentare, quello dove c'è stata una letterale esplosione di medie superfici, che hanno accelerato la crisi per i piccoli esercizi di quartiere e del centro storico».

«Di fronte a questa situazione - chiarisce l'Associazione -

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è importante ricondurre i temi dell'espansione commerciale nell'alveo dello sviluppo urbanistico, utilizzando tutte le leve disponibili per arginare la politica del “laissez faire”, tutta a vantaggio dei player della grande distribuzione e capace di perseguire l'unico obiettivo di incassare i relativi oneri di urbanizzazione».

«L'auspicio, insomma, - conclude Confcommercio Modena - è che prima di siglare accordi di programma, si apra una riflessione seria in città, da assecondare con atti amministrativi concreti nella prossima consiliatura, perché si faccia strada nei prossimi amministratori cittadini una idea nuova di sviluppo del commercio, che prenda le mosse dalla necessità di tutelare quello fondato sui piccoli negozi e di costruire condizione di equlibrio tra gli attori in campo».

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