Articoli Economia

Occupazione al femminile, Italia al penultimo posto in Europa

Occupazione al femminile, Italia al penultimo posto in Europa

Le donne a capo di un'azienda sono in percentuale ancora solo il 21,8%. Un dato che non si discosta da quello dell'anno precedente


3 minuti di lettura

Nel rispetto delle identità di genere – tranquilli, nulla a che fare con i transgender – l’ultimo articolo del 2017 è dedicato alle donne. Per lo meno a quelle donne che sui posti di lavoro evitano di scimmiottare il collega appartenente al genere maschile, e che nel pieno rispetto della loro identità di genere, per l’appunto, si rassegnano ed accettano la loro condizione sociale: di mogli ed ahimè di assistenti sociali.

Infatti, sebbene il tasso di occupazione femminile in Italia abbia raggiunto quota 48,8% - valore più alto dall’avvio delle serie storiche dal 1977, sottolinea l’Istat – tuttavia, secondo Eurostat, l’Italia è al penultimo posto nel confronto europeo, dopo la Grecia.

Più alto, per l’appunto, del 43,3% della Grecia, ma ben lontano dal 61,6% della media dei 28 paesi europei, e ancor di più dai record di Svezia (74,6%), Norvegia (71,9%) e Germania (71,0%).

Una percentuale inferiore rispetto a quella maschile

Le donne in età lavorativa hanno sì raggiunto il record del 48,8%, ma restano ancora lontani dal 66,8% degli uomini.

Il tasso di disoccupazione scende

Il tasso di disoccupazione riferito alle donne, in Italia, è sceso al 12%, rispetto all’anno precedente, sebbene sia ancora il peggiore dopo Spagna (19%)

Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
e Grecia (26,2%).

Difficile conciliare famiglia e lavoro

A pesare sul dato dell’occupazione femminile italiana c’è anche la difficoltà nel conciliare il lavoro con la famiglia: nel 2016 – in base agli ultimi dati degli ispettorati del lavoro – 30mila donne hanno dato le dimissioni dal posto di lavoro in occasione della maternità. Molte donne non sono neanche alla ricerca di un posto di lavoro, impegnate nel ruolo di assistenti familiari.

Leggi l’articolo pubblicato il 29 novembre 2017 dal titolo “Un paese che non forma talenti”

Disparità di trattamento pensionistico

La pensione delle donne resta mediamente più bassa del 30,5% rispetto a quella degli uomini: gli uomini rappresentano il 47% dei pensionati ma incassano il 56% del “monte pensioni”.

La presenza delle donne nelle istituzioni

In Parlamento soltanto il 20% dei deputati e dei senatori è donna, registrando una delle percentuali più basse in Europa e nel mondo e configurando una “carenza di democrazia”

La presenza femminile nelle università

Le studentesse rappresentano il 58% dei laureati, ma le ricercatrici universitarie sono il 40%, le professoresse associate il 32%, le ordinarie solo il 14% e sono 2 le uniche donne rettore in tutta Italia.

Anche la “fuga dei cervelli” si tinge prevalentemente di rosa: le donne, nel nostro Paese, pare non siano considerate affidabili.

Donne alla guida di un’azienda ferme al 21,8%

Le donne a capo di un’azienda sono in percentuale ancora solo il 21,8%. Un dato che non si discosta da quello dell’anno precedente. Percentuale molto distante da quelle dei paesi dove le donne manager sono la maggioranza rispetto agli omologhi maschili. La Giamaica ha il primato di avere la maggioranza dei capi o proprietari di azienda donna: sono il 59,3 per cento del totale. In Colombia, che in questa classifica è seconda, la percentuale è del 53,1 per cento. Gli Usa si trovano al quindicesimo posto della classifica con il 42,7% di donne alla guida di un’azienda.

Da anni si parla tanto di quote rosa. Giusto, se ne parla, ma al di là di un esplicito riferimento ad un colore storicamente attribuito al genere femminile, rimane il fatto che rispetto ai Paesi europei, e non solo, l’Italia, in fatto di presenza femminile nei vari ambiti dell’economia, della politica e della società, si trova troppo spesso collocata nelle ultime posizioni.

Andrea Lodi

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati