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Buon ferragosto di riscoperta delle nostre bellezze...nonostante tutto

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Occasione per riscoprire il territorio modenese ed onorare lo sforzo dei comuni svilito dalla cronica assenza di visione di sviluppo, di Provincia e Regione


Buon ferragosto di riscoperta delle nostre bellezze...nonostante tutto
Il territorio modenese, con la sua economia, la sua gente, le sue bellezze, sta vivendo una estate particolare. Le incertezze economiche del post lockdown (che se ci ha liberato dalle mura di casa ha mantenuto la paura, o spesso il divieto, di viaggiare oltre confine), hanno spinto tanti, anche tra coloro che le ferie a lunga distanza e sul lungo periodo se le possono ancora permettere, a rimanere in
Italia, se non in casa propria. Sul territorio, appunto. Riscoprendo luoghi, ambienti, itinerari che come tutte le cose di casa propria non vengono apprezzate come dovrebbero.

Le immagini di inizio estate delle cascate del Bucamente, nel comune di Serramazzoni, ne sono rimaste l’emblema. Dalla pianura dei comuni cosiddetti rivieraschi dell’area nord, attraversati dai due grandi fiumi di casa nostra, Secchia e Panaro, con i suoi percorsi ambientali, all’appennino, con le sue bellezze naturalistiche e storiche.

Territori che da troppo tempo soffrono di una ormai cronica disattenzione, che si traduce in mancata valorizzazione, da parte del sistema di governo. Regionale e provinciale soprattutto. Non siamo noi cattivoni e criticoni de La Pressa (come spesso siamo tacciati di essere), ad affermarlo. Sono i fatti.

Guardiamo alla viabilità, quella che servirebbe davvero, e sarebbe servita davvero in passato, allo sviluppo del territorio nel suo complesso, all’economia, a chi produce lavoro, ricchezza benessere e servizi. Per la popolazione residente ma anche e soprattutto per i turisti. D’estate e d’inverno. Verso la città, verso l’appennino, verso la pianura estrema a nord. Dalla Cispadana all’avanzamento della Nuova Estense fino al confine con la Toscana, dalla Canaletto alle varianti alla via Emilia e alla Vignolese, alle strade provinciali, siamo fermi a ciò che c’era ed era programmato 25-30 anni fa.
Anni in cui lo sviluppo socio economico del territorio c’è stato nonostante e non certo grazie a chi, quel territorio, dopo averlo di volta in volta corteggiato in campagna elettorale, lo ha abbandonato. In attesa di ritornarci alla tornata elettorale successiva.

Una disattenzione ed un disinteresse dagli effetti difficili, se non impossibili, poi da contrastare sul lungo termine, a livello comunale, da parte dei sindaci, al di là dei loro singoli sforzi, al di là delle appartenenze politiche. Sindaci e realtà locali che ogni anno, per valorizzare il proprio territorio ed attirare un po’ di turisti, si inventano un po’ di tutto, spesso facendo nozze con fichi secchi, nell’assenza della politica dei piani alti. A macchia di leopardo, senza una regia, senza un reale supporto istituzionale e di governo del territorio, a livello regionale e provinciale. Oggi non troviamo nessun sito web pubblico in cui trovare riassunti tutti gli appuntamenti e gli eventi del fine settimana di ferragosto.

Qualcuno sa dell’esistenza o qualcuno ha visto, in appennino, il nuovo assessore regionale alla montagna Barbara Lori, voluta dal presidente rieletto Bonaccini per occuparsi dei problemi e della prospettive della montagna? Noi no, ma il punto non sta nemmeno qui nell'azione dell'ultimo politico di turno. Sta nell’orizzonte politico e di sistema in cui queste assenze si inquadrano.

Il problema sta nella cronica mancanza di una visione politica, di prospettiva, di insieme, e di sistema, dello sviluppo del territorio modenese, entro la quale gli interventi ed i grandi progetti, anche di marketing territoriale, si inseriscono, come conseguenza. Perché se non c’è un obiettivo anche se non ambizioso almeno di lungo periodo, difficilmente poi si creano gli strumenti per raggiungerlo.

Si tratta di prospettiva che il governo della provincia di Modena e della Regione nello specifico, addormentati sugli agi e le certezze dei propri consolidati e rispettivi poteri, non hanno o non hanno più, da almeno 20 anni. Non c’è stato e ancora non c'è un obiettivo, una visione politica di cosa la provincia dovrebbe essere, tra dieci, venti, trenta anni. Nelle sue principali linee di sviluppo. Infrastrutturale, economico, ambientale, sociale, territoriali. Non c’è un indirizzo su cosa e come potere puntare. Non c’è politica che guardi oltre se stessa al di la di un orizzonte temporale al massimo oltre il proprio mandato. Oltre coloro che lì su quegli scranni, ancora stanno, da oltre 20 anni. 
Il territorio modenese, capace quando ci si mette di essere protagonista, pur in maniera geniale perché quasi estemporanea, di grandi cose, addirittura di capolavori (nei motori, nella musica, nella cucina), difetta da molti, troppi anni, a livello di governance, dell'assenza di questa una visione di una programmazione concreta e di insieme e, appunto, di prospettiva e di respiro internazionale capace di valorizzarli, quei valori aggiunti che vengono dal territorio. Passando dall’imprenditoria, dall'artigianato dal privato sociale. Dall’appennino alla pianura, passando per il capoluogo. Passando per i fallimenti dei consorzi e delle associazioni di promozione turistica, ridotti in sterili e costosi poltronofici. Nell’assenza più totale di un progetto di marketing strutturato nazionale ed internazionale che comprenda l’intero territorio provinciale e di area vasta, con le vicine Bologna e Reggio.

Un altro esempio: anche i cammini storici che attraversano la provincia di Modena (dalla  via Francigena alla via Vandelli), in venti anni non sono riusciti a trovare un luogo di promozione comune. E allora, in questa estate, in questo post lockdown, onore ai comuni, soprattutto i più piccoli, onore alle persone che vivono il territorio e chi i nostri luoghi, in questo ferragosto, li frequenterà, onore a chi con il proprio lavoro si batte ogni giorno, ed in ogni stagione, per mantenere viva la provincia, le periferie, i borghi, le nostre bellissime località. Che meritano di essere viste e frequentate. Per una estate di riscoperta, nonostante tutto.

Gianni Galeotti


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