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Lega, ecco in anteprima tutto il programma di Prampolini

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Dalla riorganizzazione della municipale al premio di natalità-essere mamma. Dalle case popolari per gli italiani alla chiusura delle Fonderie


Lega, ecco in anteprima tutto il programma di Prampolini

Sabato al 212 la Lega, insieme a Fdi e Forza Italia, presenterà ufficialmente il candidato sindaco Stefano Prampolini e, parallelamente, il programma di Governo in caso di vittoria. La Pressa è in grado di pubblicare in anteprima questo programma del Carroccio. Eccolo in sintesi.

Sicurezza e ordine pubblico

Polizia Locale
In questi ultimi 10 anni abbiamo visto come l’organizzazione all’interno del Corpo di Via Galilei sia stata “inefficace” a rispondere adeguatamente alla maggior richiesta di sicurezza. La completa e continua riorganizzazione del passato ha prodotto la non chiarezza dei compiti e l’irrigidimento del corpo che, al contrario, deve sopperire anche ad esigenze emergenziali. Esso deve essere supportato da una stabilità organizzativa; ora si ha la necessità di delineare le esatte responsabilità in capo ai sovraordinati sul piano gerarchico, attraverso la revisione del regolamento del corpo che presenta numerose lacune.

E’ mancato finora un assessore in grado di coordinarsi adeguatamente con il Comandante in capo, così come la mancanza di chiarezza nel definire i ruoli; le funzioni e i campi di azione hanno lasciato spazio ad incertezze ed interpretazioni, omettendo spesso la valorizzazione e la promozione (anche mediatica) dell’operato delle figure di agenti e di ufficiali di PG, senza contare l’aver trascurato sia l’esigenza di individuazione dei parametri di produttività operativa sia il riconoscimento dell’impegno e della flessibilità dimostrati per addivenire alle esigenze dell’Amministrazione comunale.
La gerarchia in un organo di Polizia è indispensabile almeno per tre aspetti fondamentali: chiarezza operativa della linea di comando, definizione e trasparenza nella individuazione delle responsabilità, omogeneità dei servizi, omogeneità dei riconoscimenti economici e professionali.
Il sindaco, l’assessore di riferimento e il comandante dovranno tenere sempre a regime il numero minimo degli agenti in organico previsti dalla legge regionale, che per Modena si attesta sulle 225 unità con la raccomandazione di arrivare a 245.

Operatività
La Polizia di prossimità sarà rafforzata con l’attività riconosciuta dell'“Agente di Quartiere”, figura importante e determinante nel contatto diretto con la cittadinanza; questo agente dovrà essere supportato da operatori con adeguato contingente numerico in orari chiari e definiti, i quali dovranno rimanere sulle aree delineate (quartieri/frazioni) per un periodo idoneo a conoscere il territorio, creando un’effettiva interazione con la popolazione della zona.

Sicurezza Urbana
Gli operatori di Polizia Locale sono in via prioritaria incaricati alla sicurezza urbana e a tal fine è necessario creare una netta separazione rispetto all’attività di tipo amministrativo/punitiva. Avremo bisogno di una sezione (non più del 30% dell’organico) dedicata alla sicurezza stradale, educando ad evitare i comportamenti pericolosi alla guida (servizi continuativi di formazione-informazione ai cittadini, agli studenti ecc. nelle varie forme previste e dando periodica comunicazione ai media), mentre l’attività di controllo amministrativo/punitivo alle soste sarà esercitata dagli addetti ausiliari del traffico, per cui il restante 70% degli operatori potranno essere utilizzati più efficacemente in attività di sicurezza urbana (controllo microcriminalità, regolamenti, zone degradate, controlli serali movida, ecc.).
Avremo singole unità operative suddivise in queste attività:
- Attività di presidio del quartiere con l’obiettivo principale di prevenire e reprimere i comportamenti e le negligenze “di strada”, problematiche di disagio sociale, atti di teppismo, atti di vandalismo, comportamenti di inciviltà ecc. anche con l’utilizzo di agenti in borghese.
- (Prevalente) Contrasto dei fenomeni criminosi mediante un’azione di indagine, di iniziativa o delegata dall’Autorità Giudiziaria, in grado di intervenire in modo incisivo rispetto agli eventi penalmente rilevanti e di contrastare, in stretto coordinamento con le altre forze di polizia, la catena criminosa. Autonomia nell’orario di servizio e lavoro. Dotazione adeguata di strumenti ed attrezzature ritenuti utili e necessari all’attività di osservazione, controllo e pedinamento. Bisogna dotare la sezione anche di un’unità cinofila.
- Nucleo di Polizia Giudiziaria: si occuperà di attività interna a supporto dell’attività investigativa del Nucleo operativo, curerà gli atti di PG ed il loro inoltro alla Magistratura, avrà la gestione del gabinetto di Polizia Scientifica e raccoglierà le denunce dei cittadini.
- Nucleo di Polizia edilizia e commerciale, ambientale e polizia tributaria, di concerto con la Guardia di Finanza, l’ispettorato del lavoro e l’ufficio Tecnico: essi dovranno realizzare un massiccio piano di contrasto a tutela del consumatore, contro il lavoro irregolare e l’evasione fiscale, per la sicurezza sul lavoro (formazione particolare e specifica attualmente impraticabile e non facente parte dei compiti).
- Gruppo motorizzato, infortunistica e Pronto Intervento dovranno coordinarsi per quanto attiene il controllo del territorio in ambito di sicurezza stradale.
- Uffici amministrativi (polizia di prossimità, segreteria, ecc.) della Polizia Locale sono da riorganizzare.

Programma centro storico: no allo svuotamento culturale del salotto cittadino

La volontà storica dell'Amministrazione targata PD è quella di rendere la vita impossibile ai residenti che vogliono parcheggiare nelle vicinanze della propria abitazione, nella vana speranza che costoro accettino la 'ghiotta proposta' di acquistare qualcuno dei numerosi box auto invenduti al Novi Park. Le automobili vengono quindi parcheggiate ovunque e talvolta in divieto di sosta, perfino sul marciapiede; oltre a dover pagare un ticket annuale con la sola colpa di abitare in centro, i cittadini corrono quotidianamente il rischio di vedersi appioppare una bella contravvenzione. Gli stessi viali circostanti sono, quasi sempre, completamente saturi di automobili. La prima verifica da compiere riguarda l'effettiva proprietà degli ztl, che non devono essere girati e prestati, come spesso accade, ai parenti o utilizzati da finti disabili (magari a spese dei veri disabili). Occorre maggiore flessibilità per gli operatori, i tanti liberi professionisti ai quali vengono concessi permessi di accesso temporaneo e che spesso si trovano contravvenzionati per ritardi di pochi minuti nell’uscita dal centro storico. Bisogna quindi ammettere l'inadeguatezza dell'ex Novi Park quale possibile parcheggio per tanti cittadini del centro storico, ai quali vanno offerte delle serie alternative o all'interno della stessa 'zona verde' o almeno nei paraggi (Garage Ferrari e Piazza Matteotti ad esempio). In secondo luogo bisogna approntare una serie di navette dai parcheggi scambiatori che consentano un accesso andata e ritorno ai locali del centro storico, arrivando o partendo dai principali luoghi di frequentazione della città, come ad esempio il Cinema Victoria o i vari centri commerciali.
Va ripristinato il sistema precedente per il pagamento della sosta nei parcometri, visto che l’attuale (con l’inserimento della targa) si è rivelato più un disagio che un’opportunità per i cittadini; va anche allargata la fascia oraria della sosta gratuita e portata dagli attuali 15 minuti ad almeno 30 minuti.

Programma mobilità: la città deve riscoprire il trasporto pubblico

Attualmente il sistema del trasporto pubblico locale (TPL) funziona molto meglio a Bologna che a Modena; anche in questo settore la nostra città appare penalizzata rispetto al capoluogo regionale, per cui occorrono serie misure di razionalizzazione e modernizzazione capaci non solo di migliorare la qualità del servizio ma di efficientarne anche i costi. Da questo punto di vista gli stessi, necessari investimenti, andranno concordati e valutati con il Governo nazionale che potrà dirottare a Modena le risorse necessarie, direttamente o indirettamente. L’Agenzia per la mobilità di Modena va ridimensionata e scorporata, AMO deve solo verificare e controllare la qualità del servizio offerto da Seta, alla quale vanno affidate direttamente le infrastrutture. Il Comune di Modena possiede la quota percentuale più alta di AMO, per cui va aperta una trattativa con gli altri Comuni proprietari per la ristrutturazione dell’Agenzia. Attualmente frazioni periferiche come Albareto o Cognento non offrono un servizio di autobus in determinate giornate (domenica, festivi ecc.), mentre i servizi di prontobus sono stati appaltati ad un’azienda privata. Il sistema delle navette e dei parcheggi scambiatori, proposto anche per rivitalizzare e favorire la fruibilità del centro storico cittadino, va allargato anche a queste zone tramite un protocollo tra operatori privati e imprese da una parte, Comune e Seta dall’altra. Il progetto Mo.ssa per rendere più sostenibili i percorsi casa-lavoro e gli spostamenti aziendali, notevolmente rafforzato e promosso fino a renderlo quasi obbligatorio.
Iniziare a sostituire gradualmente l’attuale parco mezzi a gasolio con autobus elettrici, sul modello Padova. Educazione alla mobilità: le iniziative promozionali per gli abbonati di Seta si sono rivelate nulla più che un semplice palliativo rispetto ad un problema più grande; vi è infatti la necessità di offrire reali incentivi a chi sceglie il trasporto pubblico rispetto all’automobile (con ovvi vantaggi non solo per le casse delle aziende di trasporti locali ma anche per la qualità dell’aria). Regione, Comune e Seta devono implementare una seria campagna informativa in tal senso, iniziando anche a rovesciare la logica per cui non si destinano più risorse solo in base al numero dei chilometri percorsi ma anche in base alla qualità del servizio. Revisione del sistema dei passaggi a livello (Via Morane, Via Verona, Via Vicenza, Via Ferrini, Via Treviso): va ripreso il progetto del sottopasso sotterraneo all’altezza della Via Emilia (Policlinico) fino a Via Fratelli Rosselli per snellire il traffico cittadino. Creazione del Punto Informativo Mobilità alla stazione ferroviaria: i turisti che arrivano a Modena si trovano spaesati, senza alcuna informazione sui mezzi da utilizzare per visitare la città e con una segnaletica assolutamente carente. Ristrutturazione della cartellonistica nel sottopassaggio ferroviario e all’esterno della stazione dei treni con indicazioni almeno in lingua inglese, russa e cinese; lo stesso per la Stazione delle Corriere di Via Bacchini. Biglietto giornaliero (h.24) a prezzi modici per i mezzi pubblici (attualmente il servizio di collegamento per visitare Modena e il suo circuito turistico è effettuato da un’impresa privata). Rilancio delle Ferrovie Provinciali per snellire il traffico sulle principali direttrici stradali (Via Nonantolana, Canaletto ecc.). Complanarina: da Cantore di Mugnano a Modena Sud, lo svincolo passerebbe su una villa storica vincolata a San Donnino? Scalo merci di Modena: la Dinazzano - Marzaglia può essere un’alternativa alla costruzione della bretella autostradale da Campogalliano per trasportare le merci dal Brennero fino alla zona industriale di Sassuolo.

Programma cultura e turismo: per il benessere spirituale ed economico della comunità

I progetti culturali devono essere in grado di trasformare la cultura in ricchezza non solo spirituale ma anche materiale per il territorio: Modena rimane una delle città italiane che meno sfrutta la propria consistente vocazione culturale per creare reddito sul territorio.
Pur rimanendo valida la formula di almeno due bandi annuali per le associazioni presenti in città, la cultura non va sviluppata solo su piccole iniziative estemporanee ma su progetti di lungo periodo con un possibile ritorno economico. Sul modello genovese si può procedere alla raccolta di proposte per la realizzazione di festival e rassegne che avranno luogo nel territorio (Call for Ideas), un modo per scoprire creatività e competenze spesso sottovalutate.
E’ necessario coinvolgere più a fondo le numerose istituzioni culturali nella promozione degli eventi: tutte le biblioteche (non solo quelle di quartiere ma anche quelle statali e private), l’Archivio di Stato, la Deputazione di Storia Patria, l’Accademia di Scienze Lettere ed Arti, l’Università, creando una migliore sinergia pubblico-privato.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Modena rappresenta una grande opportunità da questo punto di vista, perciò va tutelata dalle pressioni partitiche e dagli interessi particolari che ne condizionano talvolta l’efficacia.
La Consulta della cultura comunale può essere riproposta a patto che agisca come organo capace di rendere trasparente agli occhi dei cittadini le attività effettivamente svolte dal mondo dell’associazionismo, con particolare attenzione ai finanziamenti percepiti e alla loro redditività sociale. Si tratta di un ruolo di mediazione e trasparenza necessari a non far insorgere nei cittadini il sospetto che dietro a realtà non a scopo di lucro si celino in realtà interessi economici. La Consulta deve fungere come organo di coordinamento, anche degli spazi pubblici, tramite il lavoro di una persona che se ne occupi a tempo pieno, favorendo i rapporti di collaborazione tra le associazioni modenesi, dando adeguata pubblicità alle iniziative culturali e facilitandone la visibilità tramite un sito internet e i social media dedicati. 

Interventi in materia di biblioteche, archivi storici, musei e beni culturali
E’ importante che rimanga in vigore il principio, sancito dalla Legge Regionale 18/2000, sulla gratuità dei servizi essenziali (consultazione, lettura e prestiti dei libri, degli audiovisivi …), in quanto è indubitabile che oggi le Biblioteche e i punti di lettura pubblici rimangono uno dei più importanti centri di aggregazione e di formazione culturale, non solo per i giovani ma anche per i più anziani.
In previsione dell’avvio del progetto del polo culturale Sant’Agostino-Estense, è prioritario il rinnovamento delle infrastrutture tecnologiche per una migliore cooperazione fra biblioteche ed archivi, il miglioramento degli spazi infrastrutturali, l’acquisizione di appositi sistemi di sicurezza per la corretta conservazione del patrimonio documentario e librario e per la realizzazione di nuovi servizi. La raccolta libraria della Biblioteca Estense Universitaria non va separata in due diversi e distanti edifici, come previsto dall’attuale progetto ma deve rimanere unificata all’interno della stessa struttura; pur comprendendo le necessità di allargarne la fruizione al pubblico, ne va tutelata la vocazione conservativa e semmai stimolata tramite fondi per l’acquisto di nuove opere.
La Fondazione Moderna Arti Visive (Galleria Civica-Museo della Figurina-Fondazione Fotografia) possiede diverse professionalità da valorizzare in occasione degli eventi culturali, riducendo al minimo le competenze esterne e quindi i costi delle iniziative. Si è finora caratterizzata per una gestione disordinata e conflittuale, urge una figura capace di riunire le varie anime che la compongono per un lavoro comune.

Proposte operative e organizzative specifiche
- Approfittare dei vari gemellaggi che Modena intrattiene con altre città sparse per il mondo (Cina, Kazakhstan, Serbia, USA, Brasile, Austria, per allargare la sfera di cooperazione culturale in ambito internazionale senza limitarsi agli aspetti economici. Ad esempio: un artista modenese può farsi conoscere in Serbia e viceversa (Novi Sad sarà capitale europea della cultura 2021); un gruppo musicale austriaco può venire ad esibirsi a Modena e viceversa. In alcuni casi questi progetti potrebbero consentire un coinvolgimento e un’integrazione maggiori delle comunità straniere locali.
- Maggiore apertura da parte dei vari istituti culturali; la capacità di creare azioni sinergiche non vale solo per le associazioni ma anche per il mondo accademico: urge la necessità di “fare sistema” per creare un marchio culturale specifico e caratterizzante la città di Modena. Va diffusa la conoscenza delle tante figure storiche modenesi in ambito scientifico: Giovanni Battista Amici e Paolo Ruffini ad esempio.
- Creazione della Carta dei Musei, sul modello tedesco; per i turisti che dormono almeno una notte a Modena gli ingressi nei musei e alle mostre presenti in città devono essere scontati.
- Creazione del circuito culturale-turistico basato sulla storia estense di Modena (sinergia con Reggio Emilia, Ferrara e Massa) e sulle peculiarità della nostra zona, evitando il rischio di essere penalizzati dall’asse con Bologna su alimentazione e motori. Sottolineare la propria vocazione motoristica pubblicizzando ad esempio il museo Pagani auto e integrandolo con la visita delle diverse collezioni private. L’aumento dei turisti a Modena non ha infatti coinciso con la crescita dei pernottamenti in città, per cui occorre coordinarsi con il resto della provincia per evitare le visite “mordi e fuggi”: oltre agli investimenti serve una solida programmazione. Urge anche riordinare il sistema delle guide turistiche, attualmente rintracciabile sul sito internet Visit Modena, al fine di evitare privilegi e ridare spazio alla libera iniziativa.
- Rilancio di Modena come capitale dell’Arte Romanica: testimonianza unica della tradizione artistico-culturale del XII secolo, Piazza Grande, la Cattedrale e la Torre Civica della città fanno parte dal 1997 della World Heritage List (UNESCO), troppo pochi ne conoscono l’importanza.
- Festival della Filosofia: maggiore rotazione dei docenti (esiste un potenziale di novità sottovalutato) e razionalizzazione dei costi, visto anche il calo di presenze. Ampia valorizzazione del potenziale interdisciplinare della filosofia all’interno del programma annuale e nella scelta delle lezioni: estenderla in particolare alla Storia. Coinvolgimento di Mirandola nella rassegna, vista anche l’importanza storica di Pico. Verificare la possibilità di concedere crediti formativi agli studenti universitari che assistono alle lezioni magistrali.
- Adesione di Modena al Festival provinciale della Poesia, che nel 2018 si è svolto in importanti Comuni: Castelfranco Emilia, Zocca, Vignola, Spilamberto, Savignano, Marano sul Panaro, Guiglia, Castelvetro e Castelnuovo Rangone, proponendo le migliori voci della poesia contemporanea e noti protagonisti di teatro, cinema e musica.
- Modena Città della Musica. Non ci si può certo limitare ai concerti di Vasco o di Radio Bruno, vista la nostra tradizione cittadina: basti pensare che il decennale della morte di Pavarotti è stato organizzato a Verona. Maggiore spazio perciò a produzioni di valore - ad oggi sottovalutate - sul modello bresciano del Festival dell’Opera e alle scuole di canto. Non esiste un ricambio nel pubblico per la lirica e per attirare i giovani occorre fare sinergia con generi diversi. Si propone perciò una Festa della Musica (della durata di tre giorni, da tenersi nel periodo estivo in centro storico) in cui tutti gli artisti possono esibirsi (modello Parma).
Musica Classica: Indubbiamente l’arte della musica, nelle sue diverse articolazioni ed espressioni, rappresenta una “eccellenza”, uno dei principali biglietti da visita della città.  Tuttavia, le Amministrazioni precedenti hanno vissuto di gloria passata, non hanno incrementato, come sarebbe stato necessario, una ricchezza forse unica nel panorama nazionale, collegandola con il turismo nazionale e internazionale e le attività commerciali e di ospitalità di riferimento. Fermo restando il sostegno al Teatro Comunale Luciano Pavarotti, all’Istituto Superiore di Studi Musicali Vecchi Tonelli e alle altre istituzioni musicali di rilievo confermate nel finanziamento, si propone quanto segue.

Programma Sociale: ridisegnare il welfare cittadino, eliminando gli sprechi e aiutando i veri bisognosi

MEMO: da gioiello dell’istruzione comunale è stato progressivamente svuotato delle proprie funzioni, in particolare nel settore della formazione, probabilmente per favorire istituti privati vicini al “partitone”. Anche se faticherà ad ammetterlo, l’obiettivo strategico del Comune è la sua chiusura ma si tratta di un errore. MEMO possiede ancora alcune eccellenze, dal coordinamento pedagogico servizio 0-6 al patrimonio librario su disabilità, inclusione scolastica e apprendimento (una parte di esso è stata dislocata presso la Biblioteca del Liceo Sigonio). Considerando che buona parte delle risorse viene ormai divisa tra i vari distretti scolastici (le scuole si stanno autorganizzando per la formazione), MEMO può essere comunque salvato ridimensionandone le funzioni e riducendo i costi ad esempio sulla sua dislocazione; invece di pagare l’attuale e oneroso affitto annuo, si potrebbe trasferirne la struttura nel complesso San Paolo, dove il progetto di riqualificazione stenta da troppo tempo a decollare.

Scuole d’infanzia comunali: il 50% degli istituti è stato appaltato alla Fondazione CRESCIAMO (la cui sede si trova allo stesso indirizzo del settore Istruzione del Comune), a cui il Comune ha prestato i dipendenti amministrativi; tuttavia insegnanti e operatori vi svolgono un servizio più lungo con un salario più basso rispetto a quello degli altri lavoratori del settore. Ne va perciò verificata l’effettiva utilità.

Asili nido comunali: così come per le scuole d’infanzia, va innanzitutto sottolineata la tendenza, sempre più accentuata, dei genitori a ritirare i propri bambini a causa dell’eccessiva presenza di bambini stranieri. Il numero notevole di figli di migranti è ovviamente favorito dal loro bassissimo reddito ISEE e quindi dalla quota simbolica che pagano rispetto alle famiglie italiane. Va perciò ripristinato il diritto di accesso agli asili nido comunali soltanto per quei bambini i cui genitori lavorano (entrambi) o sono iscritti alle liste di collocamento da almeno 6 mesi. Questo consentirebbe notevoli risparmi e contemporaneamente la possibilità di ampliare la disponibilità oraria (almeno fino alle ore 18) in tutti gli asili nido modenesi. Anche il calendario di apertura va reso più flessibile così da coprire anche i due mesi estivi (luglio e agosto).

Centri estivi: i servizi sono attualmente tutti appaltati esternamente alle varie cooperative: Gulliver, Domus, Dolce ecc. per cui vanno valutate le condizioni di affidamento e i costi delle convenzioni a carico del Comune. Così come bisogna valutare l’effettiva utilità dei Centri invernali durante le vacanze natalizie.

Verificare la ricaduta culturale dei progetti didattici tra Comune ed associazioni-fondazioni per le scuole.
Servizi sociali: vanno verificati i bisogni reali delle persone prima di assegnare le case popolari e di agevolare il pagamento delle forniture di luce-acqua-gas. Uno strumento essenziale è richiedere ai Consolati stranieri lo stato patrimoniale e quindi il reddito effettivo dei propri cittadini affinché gli italiani non vengano scavalcati ingiustamente dai migranti nelle graduatorie comunali. L’attestazione ISEE è la certificazione indispensabile per accedere alle prestazioni sociali, il valore è calcolato in base al rapporto tra l’indicatore della situazione economica (redditi e patrimonio mobiliare/immobiliare) e il valore della scala di equivalenza (parametro che misura la numerosità del nucleo familiare). Gli stranieri, che difficilmente possiedono “patrimonio immobiliare” in Italia e al contempo hanno famiglie molto numerose a carico, spesso con tre o quattro figli, risultano quindi avvantaggiati. Chi possiede una casa/bene immobile ed è solo, risulta al contrario svantaggiato (perché la proprietà della casa/bene immobile viene calcolata come reddito che non viene neppure diviso, in quanto la scala di equivalenza di una persona sola è 1). A tal fine l’accesso alle prestazioni sociali da parte di cittadini comunitari ed extracomunitari avverrà previa idonea certificazione (tradotta in lingua italiana), secondo quanto previsto dal Dpr.445/2000 che ne verifichi la titolarità o meno di diritti di proprietà o altri diritti reali all’estero, mediante una procedura che si avvalga dell’ausilio dell’ambasciata o del consolato dello Stato di provenienza del cittadino non italiano.
- il  PREMIO DI NATALITA’/ESSERE MAMMA A MODENA ovvero un contributo economico ai nuovi nati, figli di cittadini italiani che risiedono nel Comune da un certo numero di anni.
- un BONUS FAMIGLIA per famiglie italiane residenti a Modena da almeno 5 anni, non assegnatari di altri sussidi comunali e individuate tramite ISEE, da poter “scontare” in servizi/tariffe, utenze, affitto.

Anziani: Favorire la mobilità con una card d’argento per sconti sui mezzi pubblici.
Creazione di una Tessera dei Servizi che consenta l’accesso ai differenti servizi assistenziali con un costo rapportato al reddito dell’anziano, come un voucher badante attivo per soggetti più in difficoltà;
Sostegno ai progetti volti al contrasto delle truffe ai danni degli anziani e il rilancio delle iniziative comuni tese a favorire la stipula di polizze assicurative dedicate agli anziani vittime di furti e raggiri; creazione e potenziamento di nuovi centri diurni e case di riposo, rivedere le convenzioni per abbassarne le tariffe.

Conclusioni: il Terzo Settore modenese rappresenta uno dei più importanti ambiti di commistione tra il PD e il “sociale”: va quindi sfrondato dei numerosi “conflitti d’interesse” manifestatisi nel corso degli anni e restituito alle sue originarie funzioni, sia per generare risparmi sia per garantire maggiore efficienza.

Programma Ambiente e gestione rifiuti: rivedere il rapporto con Hera e l’utilizzo dell’inceneritore

Il pacchetto europeo sull’Economia circolare (obiettivo 2020) delinea la svolta “verde” per l’Emilia-Romagna e i suoi territori: fare dei rifiuti una risorsa, puntare su un nuovo sistema di gestione che sia sempre più sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico per consegnare alle generazioni future un territorio più pulito, sano e stabile dal punto di vista economico.

Lega e Cinque Stelle (Lucchini-Vignaroli) hanno presentato un interessante progetto di legge per promuovere il settore del riutilizzo, un modo di ridurre il volume dei rifiuti, recuperare materiali, risparmiare energia, evitare inquinamento: 'Disposizioni per la disciplina dell'economia dei beni usati e la promozione del settore del riutilizzo, nonché istituzione del Tavolo di lavoro permanente sul riutilizzo'. La legge disciplina e promuove il settore del riuso attraverso la riduzione dell'Iva al 10%, definisce la figura dell'operatore dell'usato, in modo da consentirne l'accesso ad aree di libero scambio dedicate all’attività di vendita dei beni recuperati.

A Modena tre punti sono fondamentali per l’ambiente: chiudere le Fonderie in zona Madonnina; ridurre il traffico veicolare (vedi programma mobilità); ridurre la quantità di rifiuti da bruciare nell’inceneritore, passando dalle attuali 230.000 a circa 120.000 tonnellate l’anno.

URBANISTICA: Edilizia Residenziale Pubblica – Politiche Abitative
Requisiti per poter presentare la domanda di casa popolare:
-  Dovranno essere la residenza anagrafica e/o l’attività lavorativa nel Comune di Modena.
- Assenza di titolarità di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su immobili ad uso abitativo ubicati nel territorio italiano o all'estero. In applicazione al Dpr. 445/2000 i cittadini stranieri dovranno pertanto allegare alla domanda idonea certificazione in lingua italiana, vidimata dall’ambasciata/consolato (non una semplice autocertificazione).
- Non dovranno aver usufruito di precedenti assegnazioni in proprietà o con patto di futura vendita, di alloggio realizzato con contributi pubblici, in qualunque forma concessa.
Creare liste d’attesa per le case popolari differenziate per categoria, assegnando a ciascuna di esse una quota di alloggi, così da non discriminare determinate singole fasce deboli in base al criterio universale e onnicomprensivo delle attuali liste.
Inserimento di un punteggio nella redazione delle graduatorie che vada a sanare una disparità ormai evidente e possa premiare il requisito della residenza a Modena, agevolando chi è nato nella nostra città con un punteggio “a scalare” a seconda degli anni di residenza. 5, 10 e 15 anni o più di residenza a Modena possono essere i tre livelli differenti a cui attribuire punteggi sempre maggiori. Rivedere le convenzioni in atto con Acer Casa Modena.
Sostegno Affitto – Fare Famiglia Modena: nel quadro degli aiuti economici alle giovani coppie (con almeno un genitore che sia residente storico della città) e di sostegno alla natalità e al disagio abitativo, si prevede l’inserimento di un incentivo in forma di voucher che vada a coprire una determinata percentuale del costo di locazioni private.
Edifici Pubblici Dismessi: utilizzare gli strumenti offerti dalla legge 80/2014 e gli eventuali proventi derivanti da dismissioni di immobili e/o partecipazioni pubbliche per destinare risorse alla manutenzione e riqualificazione di immobili di edilizia pubblica. Mappatura delle condizioni strutturali degli edifici del Comune e verifica delle possibilità di ristrutturazione e riqualificazione di aree dismesse, da affidare in gestione ad imprese sociali, al fine di creare strutture in cui vengano erogati i servizi di assistenza di base.
Stop alle convenzioni per accoglimento di richiedenti asilo in strutture comunali. Particolare attenzione verrà posta agli italiani in gravi condizioni di disagio abitativo.

Commercio e Attività Produttive
La rete commerciale modenese risulta ormai satura a causa del proliferare delle medie e grandi strutture di vendita, mentre nei centri di vicinato e nel centro storico si è registrato un consistente calo del volume di affari con la conseguente chiusura di numerose piccole attività. La politica di desertificazione del centro storico e di alcune aree periferiche rischia di aggravarsi, per questa ragione la Lega in Regione sta portando avanti una proposta legislativa (sul modello ligure e francese) affinché i Comuni possano richiedere contributi economici a quanti intendono aprire una grande struttura di vendita; questi soldi andrebbero destinati alla riqualificazione delle zone a rischio tenuta della rete distributiva, evitando lo spopolamento di intere aree urbane. Intensificare i controlli sui negozi “etnici” e le attività gestite da stranieri vista la loro tendenza a non rispettare gli orari.




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