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La guerra in Ucraina e l'Armageddon

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Quale rapporto ha Vladimir Putin con la religione? Questa profezia potrebbe averlo condizionato?


La guerra in Ucraina e l'Armageddon

Alcuni ritengono che rare persone possano accedere, in modo misterioso, ad una dimensione svincolata dal tempo e quindi per loro sia possibile gettare lo sguardo al futuro. Sono i mistici, le persone dotate di una particolare sensibilità. Spesso gli artisti e, in modo particolare, i musicisti. Uno di questi individui straordinari si crede sia stato San Lorenzo di Chernigov, un monaco greco ortodosso nato nel 1868 e che, prima di morire nel 1950, lasciò ai confratelli una profezia angosciante, alla luce di ciò che sta accadendo in Ucraina.

Prima di parlarvi del Santo, è bene sapere che Lorenzo di Chernigov è un mistico molto conosciuto e venerato in Russia e lo stesso Vladimir Putin è probabile ne conosca la vita e le profezie, essendo un cristiano greco ortodosso praticante. Sicuramente è una guida spirituale del Patriarca Kirill che, proprio recentemente, ne ha citato alcune parole.
Lorenzo di Chernigov aveva 49 anni nel 1917, quando la Russia ortodossa fu cancellata dal regime bolscevico. Vide le chiese profanate, distrutte, trasformate in depositi e i confratelli gettati nel Gulag. A questo proposito, e osservando quei luoghi sacri ridotti a macerie, disse ai monaci che lo seguivano: “Poco prima dell’arrivo dell’Anticristo, le chiese chiuse saranno riparate, arredate non solo all’esterno ma anche all’interno… E vedete come tutto questo è abilmente preparato? Tutte le chiese saranno nel massimo splendore di sempre, ma a voi non sarà permesso di entrarvi…” Il Santo predisse quindi che il Cristianesimo sarebbe tornato in Russia, chiese e monasteri sarebbero stati ristrutturati e ricostruiti, ma lui e i suoi fratelli non avrebbero visto questa rinascita, sarebbero assurti in Paradiso prima di quel tempo.

Durante l’Unione Sovietica, San Lorenzo – padre Laventy - tentò di riorganizzare segretamente il monachesimo e dalle sue biografie sappiamo che nel 1930, quando i comunisti chiusero il monastero della Trinità dove abitava come recluso in una caverna vicina, si stabilì segretamente in una casetta a Chernigov, incontrando i suoi figli spirituali durante la notte. Essendo anche sacerdote, il Santo celebrava le funzioni in una piccola parrocchia di Ilyinsk e fino al 1941 visse nascosto. Quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale, dopo che le truppe germaniche occuparono Chernigov e alla veneranda età di 73 anni, organizzò due comunità monastiche: una casa maschile di 35 monaci e un convento di 70 monache. La sua ultima dimora fu il monastero di Chernigov e nella Pasqua del 1942, Padre Lavrenty riprese a servire nella Cattedrale.

In tutto questo periodo, le sue visioni si fecero sempre più assidue e chiare e, parallelamente, molti iniziarono ad attribuirgli doni soprannaturali. Nun Yevlampiya, suo figlio spirituale, ha conservato il ricordo di un evento straordinario. “È successo nel 1939. Batyushka ha parlato per tutta la notte, con chi non riuscivo a capire. Non ho avuto il coraggio di andare vedere chi fosse. Al mattino, mi disse: “Matushka, abbiamo avuto ospiti, e tu ne sei testimone”. Ho chiesto, “Chi?” Egli rispose felice: “Dio ha profetizzato attraverso i Santissimi Elia ed Enoch. Mi hanno parlato del Giudizio Universale, della Russia, dello Zar ortodosso e dell’Anticristo. Mi dissero che anche l’apostolo San Giovanni il Teologo sarebbe venuto a parlare con me”. Ciò accadde solo dopo dieci anni, nel 1949, nelle notti tra il 26 settembre e il 9 ottobre. Secondo il monaco anziano, padre Lavrenty, parlò con l’apostolo San Giovanni il Teologo per circa sette ore.

Tre anni prima di Stalin, San Lorenzo di Chernigov morì, nel 1950, e poco prima ebbe la visione di un tempo futuro in cui la Russia sarebbe tornata al cristianesimo, ma anche di uno scisma religioso “Come è impossibile dividere la Santissima Trinità, poiché il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono l’unico Dio, così la Russia, l’Ucraina e la Bielorussia non possono essere divise. Questa è la Santa Russia. Sappi, ricorda e non dimenticare”. La strana coincidenza è che queste sono anche le parole di Vladimir Putin pronunciate alla televisione dopo l’invasione dell’Ucraina e, prima di lui, dal Patriarca Kirill.
In effetti, oggi l’Ucraina presenta due confessioni cristiane: quella greco ortodossa, ad oriente, e quella cattolica ortodossa, ad occidente, che ha quale riferimento spirituale Papa Francesco, ma conserva i rituali ortodossi.
Ai fratelli che gli domandavano, padre Lavrenty raccontò che “l’Anticristo nascerà da una fanciulla della dodicesima tribù e quindi sarà ebreo. Avrà molte capacità, dotato di una intelligenza brillante. La sua famiglia sarà agiata. In questo ragazzo nella forma umana, l'Anticristo maturerà. Quando il Patriarca riconoscerà in lui l'Anticristo, morirà immediatamente”. Avverte, poi, che “il messaggero di Satana sarà astuto e lusinghiero e invierà i suoi falsi segni non nella chiesa, ma in ogni casa, dove ci saranno dispositivi seducenti che si impegneranno nell'inganno delle persone”.

A cosa si riferisce, indicando questi “dispositivi seducenti”? Suggestivo è pensare al mezzo televisivo, che nell’Unione Sovietica iniziò a ricevere i primi programmi nel 1948. Potrebbe essere che il monaco ne avesse avuta notizia, poco prima di morire, ma è altamente improbabile che potesse prevedere che un giorno il mondo avrebbe assistito in diretta ad una guerra, come avviene oggi, e che, grazie ai “falsi insegnamenti”, secondo la sua visione l’Occidente avrebbe preso le armi contro la Russia.
Il suo finale è però positivo, poiché in Russia scompariranno tutte le calunnie e le false dottrine. La Chiesa ortodossa rimarrà unita e irremovibile, come irremovibile è il concetto che “Rus” e “Russia” sono le parole native; “Kiev è la madre delle città russe e la seconda è Gerusalemme”.
La frase che fa riflettere e si collega direttamente ai drammatici fatti attuali è la predizione che la Russia “avrà gravi perdite, ma non morirà. Sua alleata sarà la Bielorussia, con la quale si unirà, ma l’Ucraina non sarà con lei e se ne pentirà molto”.

Ora, al di là delle ragioni economiche-politiche e militari che hanno fatto scoppiare questo conflitto, la domanda è: quale rapporto ha Vladimir Putin con la religione? Questa profezia potrebbe averlo condizionato? Potrebbe trasferire il massacro che sta avvenendo su un piano diverso, mistico? Sull’Armageddon?
Il padre di Putin era un comunista convinto e ateo, mentre la madre, pur se non in modo appariscente per non compromettere la carriera politica del marito, era una devota credente ortodossa. In casa non aveva icone, ma frequentava regolarmente la Chiesa. Dichiarò che il figlio Putin fu segretamente battezzato da bambino ed era solita portarlo con lei in chiesa. Da ateo, Vladimir Putin si trasformò in un membro praticante della Chiesa ortodossa russa dopo un grave incidente stradale, che coinvolse la moglie nel 1993, da lui considerata salvata dal Dio al quale si era rivolto. Abbracciò ancor più ardentemente la Chiesa nell’agosto 1996, quando la sua dacia prese fuoco rischiando di uccidere gli occupanti e ancora una volta la sua famiglia fu salvata dalla preghiera a Dio. Questa suggestione di una particolare attenzione del Signore nei suoi confronti può aver suscitato nella mente sconvolta di Vladimir Putin l’idea di essere il prescelto? D’avere un compito da svolgere per volontà dell’Altissimo?

Poco prima di una visita ufficiale in Israele, sua madre gli consegnò la propria croce battesimale benedicendolo: «Feci come mi chiese e quindi mi mise la croce al collo. Da allora non l’ho mai tolta». Oggi la sua fede è divenuta così pregnante, al limite del fanatismo, che nella preghiera si sdraia a terra nell’atto di assoluta umiltà al cospetto di Dio di cui si sente servo.
In questi giorni bui, il Presidente dell’Ucraina chiama il mondo occidentale affinché fermi il nuovo Hitler e le sue mire espansionistiche verso l’Europa; ad alcuni avventati, non dispiacerebbe l’idea di veder entrare nel teatro di guerra uomini e mezzi della NATO, per impartire una severa lezione al nuovo “Zar”. Costoro non si rendono conto che Zelensky chiede e sollecita lo scoppio di una Terza Guerra Mondiale, perché questo accadrebbe se i nostri aerei e le nostre truppe attaccassero direttamente quelle russe.
È questa la battaglia tra le forze del “bene” e del “male” alla quale si riferisce il santo monaco di Chernigov? Quella che vedrà Russia e Bielorussia alleate contro l’Ucraina e sfocerà nello scontro finale, nell’Armageddon? Tra le ragioni, è anche questo ciò che s’insinua nei pensieri di Vladimir Putin? Nel caso, chi rappresenta le forze del “bene” e quelle del “male”? Per il nuovo “zar”, il Presidente Zelensky è solo lo strumento con il quale l’America dichiara scacco alla Russia o in lui, ebreo, di famiglia agiata, brillante e affascinante, abile nell’utilizzo del mezzo televisivo e a spargere falsità, alberga l’Anticristo?

Rivolgiamoci ora alla numerologia cristiana e osserviamo due simboli cardini di essa e strettamente legati all’Apocalisse. Sono il 666 e l’888. Il significato del primo è conosciuto da molti, anche grazie ad una certa filmografia horror hollywoodiana; il secondo è più segreto.

«Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della Bestia o il numero del suo nome (ἔχων τὸ χάραγμα, τὸ ὄνομα τοῦ θηρίου ἢ τὸν ἀριθμὸν τοῦ ὀνόματος αὐτοῦ). Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della Bestia (ἔχων νοῦν ψηφισάτω τὸν ἀριθμὸν τοῦ θηρίου): infatti è numero d'uomo (ἀριθμὸς γὰρ ἀνθρώπου ἐστίν), e il suo numero è seicentosessantasei (καὶ ὁ ἀριθμὸς αὐτοῦ ἑξακόσιοι ἑξήκοντα ἓξ).»
666 rappresenta quindi l’Anticristo, che si contrappone al numero 888 il quale rappresenta Gesù Cristo o meglio il Redentore. Questo significato simbolico deriverebbe dalla Gematria, poiché sommando i valori delle lettere dell’alfabeto greco nel quale viene traslitterato il nome di Gesù, si ottiene 888.
Quale ruolo hanno questi numeri nei fatti che stanno accadendo? Una risposta potrebbe essere la data d’inizio dell’attuale guerra in Ucraina, il 24 febbraio del 2022. È stata scelta per realizzare la profezia?
Se sommiamo 24 a 2 a 20 e a 22 otteniamo il numero 68. Ed ora ricordiamo l’inizio delle due guerre mondiali che hanno preceduto questa e sconvolto l’Europa.
Prima Guerra Mondiale: 28 luglio 1914; 28 sommato a 7, a 19 e a 14 ottiene quale risultato 68.
Seconda Guerra Mondiale: 1 settembre 1939; 1 sommato a 9, a 19 e a 39 ottiene quale risultato 68.
68
68 = 666 – 888; il numero della Bestia che si contrappone a quello del Redentore.
68
Una coincidenza? Così è per le menti equilibrate. Lo è per Vladimir Putin?

Massimo Carpegna



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Massimo Carpegna
Massimo Carpegna

Visiting Professor London Performing Academy of Music di Londra. Docente di Formazione Corale e del master in Musica e Cinema presso Istituto Superiore di Studi Musicali Vecchi Tonelli..   Continua >>



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