'Quello che francamente non comprendiamo è perchè un eventuale riequilibrio non si debba trovare in favore di altri Comuni, ma con l'ingresso di un socio privato. Ancora più incomprensibile, almeno per noi, se davvero siamo troppo rappresentati, per quale motivo si debba concedere al socio che detiene la sola quota del 25%, che non è nulla di scandaloso, sia chiaro, non solo l'ingresso in Cda ma anche il diritto di indicare subito il Direttore Generale e, a seguire, l'estensione del numero dei componenti il Cda stesso e la nomina di un amministratore delegato - continuano i sindaci -. I soci firmatari scrivono inoltre di non voler cedere il controllo di Aimag Spa, ma qualcosa non ci è chiaro in quanto risulta difficile pensare che un'azienda, una cooperativa o qualsiasi altra realtà industriale, abdichi la scelta della governance aziendale a soci di minoranza che potrebbero essere peraltro, almeno potenzialmente, persino concorrenti'.
'Più in generale riteniamo che una materia di questa delicatezza ed importanza strategica per i nostri territori debba essere approfondita con tutto il tempo necessario e con la massima trasparenza e ponderatezza, condividendo sul tavolo della discussione le ragioni di tale scelta e di tempi così ristretti. Tutto ciò per il bene della nostra azienda, dei territori rappresentati e dei cittadini. Non per ultimo e meno importante il bene dei dipendenti e di tutte le maestranze che hanno il sacrosanto diritto di tenere attenzionato il loro futuro percorso lavorativo' - chiudono i sindaci della Bassa.



