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Benozzo: 'Regina è stata simbolo del più becero colonialismo moderno'

Benozzo: 'Regina è stata simbolo del più becero colonialismo moderno'

'Spero che qualcuno scriverà prima o poi un libro serio sulle nefandezze perpetrate da questa ricca signora amante del tè e della solidarietà di palazzo'


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'La prosopopea per la morte della regina d’Inghilterra è imbarazzante. Per chi ha vissuto lunghi anni in un paese di lingua e cultura celtica, come è capitato a me in Galles, è addirittura offensiva, se solo si pensa ai soprusi britannici nei confronti di quelle culture millenarie. Celebrare il simbolo del più becero colonialismo moderno e contemporaneo, e dunque ciò che rappresenta, fa solo venire i brividi'. A usare queste parole che scardinano il mito della 'regina buona' è il professor Francesco Benozzo, modenese, professore di Filologia e linguistica all’Università di Bologna. Benozzo è direttore di tre riviste scientifiche internazionali e di numerosi gruppi di ricerca interuniversitari, coordina il Dottorato in Studi letterari e culturali. E' autore di oltre 700 pubblicazioni scientifiche ed è un poeta e musicista di fama internazionale, ininterrottamente candidato al Premio Nobel per la Letteratura dal 2015, con candidature rese pubbliche dal Pen International.

'Un proverbio gallese recita: “Meglio la carestia piuttosto che il mare mosso a Bangor, meglio la peste piuttosto che i regnanti inglesi” - aggiunge Benozzo -. Spero che qualcuno scriverà prima o poi un libro serio sulle nefandezze perpetrate da questa ricca signora amante del tè e della solidarietà di palazzo nei confronti dei suoi sudditi dell’Australia, delle Bahamas, del Canada, della Giamaica, della Nuova Zelanda, di Papua Nuova Guinea e di Santa Lucia durante i suoi interminabili 70 anni di regno'.

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