Una quantità che va al di là anche delle previsioni di aumento nel conferimento di rifiuti speciali agli inceneritori ed alle discariche dell'Emilia Romagna, disposto dalla Regione nello scorso mese di ottobre per rispondere ad una emergenza. Data dal fatto che i rifiuti indifferenziati prodotti in Emilia - Romagna non si erano ridotti come previsto e che anzi c'erano 132.000 tonnellate in più da smaltire oltre alla modalità previste. Una situazione che spinse la giunta Bonacini a correre ai ripari.
Con la delibera del 23 ottobre autorizzò l'aumento dei rifiuti speciali da conferire negli inceneritori ma non autorizzò e tantomeno contemplò il superamento dei limiti consentiti.alle quantità di rifiuti. Cosa che invece è successo a Modena, dove il limite è stato violato in modo netto.
Con una impennata proprio dei rifiuti speciali conferiti all'inceneritore, ovviamente con tutte le conseguenze di impatto ambientale, non solo derivanti dalle emissioni del grosso camino, ma anche dal traffico di centinaia di camion carichi di rifiuti, in transito, in più, in ingresso ed in uscita da via Cavazza.Per l'impianto di Modena, che aveva chiuso il 2017 a 42.682 tonnellate di rifiuti speciali conferite, la delibera 'di emergenza' della regione aveva previsto un aumento della capacità a 43.286, comunque al di sotto della soglia limite delle 50.400 tonnellate. Limite, come dicevano, 'letteralmente' (è il caso di dirlo), incenerito dall'impianto di Modena, con un aumento ben più ampio che ha portato il 2018 a chiudere a 61.193 tonnellate di rifiuti speciali conferiti. Un aumento tale da compensare anche la contestuale riduzione, dal 2017 al 2018, dei rifiuti indifferenziati urbani dalla provincia di Modena (ora a 119.000 tonnellate rispetto alle 124mila del 2017) e dei rifiuti indifferenziati da altre province (passate dalle 42mila tonnellate alle 30mila).
Un dato che anche alla luce di questi ultimi elementi, appare scomodo ambientalmente e politicamente.
Senza entrare nel merito dell'incapacità di decisori politici di rispettare, a distanza di pochi mesi ciò che loro stessi si erano impegnati a garantire. E con uno scarto non irrisorio, bensi sostanziale. Perché prevedere ad ottobre 43mila tonnellate di rifiuti da conferire nell'inceneritore di Modena ed accorgersi a fine anno che le tonnellate di rifiuti speciali sono state 61mila, allora vuol dire che qualcosa non va.
E che il dato dei rifiuti speciali conferiti, in netto sforamento rispetto ai parametri, sia scomodo, è confermato con un pò di malizia, dal fatto che il dato dei limiti massimi di rifiuti conferibili all'inceneritore, presente nel report 2017, sia sparito nel 2018 . Così almeno da evitare, sulla carta, uno sforamento difficilmente spiegabile
Gianni Galeotti





