Comune Modena, approvato il bilancio di previsione: per maggioranza 'marcia in più', per l'opposizione 'senza visione'
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Comune Modena, approvato il bilancio di previsione: per maggioranza 'marcia in più', per l'opposizione 'senza visione'

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Dopo più di 4 ore di dibattito il documento passa alle 21. Il video con intervista all'assessore al bilancio e a consiglieri di maggioranza e opposizione e il resoconto del dibattito in aula


Comune Modena, approvato il bilancio di previsione: per maggioranza 'marcia in più', per l'opposizione 'senza visione'
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Continuare a garantire i servizi, consolidandone la qualità e senza aumentare rette e tariffe, per aiutare le famiglie ad affrontare le difficoltà determinate dall’inflazione e dalla crisi energetica. È uno degli elementi che caratterizza il Bilancio previsionale 2024-2026 del Comune di Modena richiamato dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli e dall'assessore al bilancio Gianpietro Cavazza.

Il Bilancio è stato approvato al termine di più di 4 ore di dibattito comprendente anche la discussione su alcuni Ordini del Giorno collegati alla manovra, intorno alle ore 21 dai gruppi di maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Europa verde - Verdi e Modena civica), con il voto contrario delle opposizioni: Movimento 5 stelle, Lega Modena, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Alternativa popolare e Gruppo indipendente per Modena. Assente Modena sociale - Indipendenza!

Nella manovra finanziaria la spesa corrente per il prossimo anno è prevista in quasi 261 milioni, per poi scendere a 252,8 nel 2025 e a 250,6 nel 2026.

Mentre gli investimenti nel triennio sfiorano i 124 milioni di euro, con un 2024 che vale da solo, considerando anche le risorse del Pnrr, circa 90 milioni, portando il totale degli investimenti nei dieci anni a toccare il mezzo miliardo di euro. 

'Oltre a non prevedere ritocchi alle tariffe, non si metterà mano alla leva fiscale. Anzi, si prevedono benefici per circa 3 milioni di euro per famiglie e imprese, ha affemato l’assessore al Bilancio Gianpietro Cavazza - stimando in un milione di euro il risparmio sulle tariffe dei servizi, rispetto all’aumento dei costi di cui si farà carico il Comune, mentre un milione e 300 mila euro è la cifra delle minori entrate dovute alla rimodulazione degli scaglioni Irpef decisa dal Governo, senza prevedere rimborsi per gli Enti locali: accorpando i primi due scaglioni (fino a 28 mila euro) l’aliquota dell’addizionale comunale dello 0,5 prevista per il primo scaglione (oggi fino ai 15 mila euro) verrà attribuita anche a chi oggi paga lo 0,64 e ciò determinerà una riduzione dell’imposta anche per gli scaglioni superiori.

Altri benefici economici arriveranno in base ad alcune novità sull’Imu (complessivamente 400 mila euro) e con la conferma del bonus rifiuti per la Tari (500 mila euro) che però vede un ampliamento della platea degli aventi diritto che passano da 1.599 a 3.924 con l’innalzamento del limite Isee a 9.530 euro.

Il dibattito: il No delle opposizioni

Aprendo il dibattito per le opposizioni, Elisa Rossini (Fratelli d’Italia) ha parlato di “progettualità assente e immobile dell’Amministrazione fino all’avvento dei fondi Pnrr”. Nel merito del Bilancio, la consigliera ha sottolineato l’aumento delle entrate tributarie, extratributarie e dalla Tari, e la riduzione dell’addizionale Irpef “a più riprese richiesta dal centrodestra in questi cinque anni e che arriva a pochi mesi dal voto”. Rossini ha poi evidenziato che tra le entrate da Tari e le spese di gestione del servizio vi è un “anomalo” gap di 7,2 milioni: “Una somma da restituire ai cittadini per ridurre i costi del servizio”. Infine, ha parlato di “perplessità” per una voce “da tempo nei bilanci di previsione” sulla ricostruzione post sisma di Palazzo comunale: “La somma è più o meno la stessa richiesta dal Comune alla Regione per l’alluvione del 2023: viene da pensare che si sia tentato di spostarla da danno da sisma a danno di alluvione”.

“Ancora una volta la giunta ha deciso di non cambiare nulla, di mantenere lo status quo e di non fare quegli investimenti necessari per cambiare e sviluppare la nostra città”. Lo ha affermato Alberto Bosi (Alternativa popolare) annunciando il voto contrario al Bilancio, nel cui percorso è mancato “l’ascolto delle associazioni delle famiglie e le associazioni di categoria, che chiedono un vero taglio delle tasse e non una mancia elettorale”. Per il consigliere occorre “innanzi tutto riformare e razionalizzare la spesa pubblica corrente, evitando alcuni palesi sprechi, per liberare delle risorse per aiutare le persone più in difficoltà”. In secondo luogo, “andrebbe aumentato il ricorso all’indebitamento per realizzare nuove opere pubbliche e per completare progetti fermi da anni che, se terminati, darebbero nuovo lustro alla nostra città”.

Per Antonio Baldini (Gruppo indipendente per Modena) “si addossa al Governo nazionale una situazione troppo pessimistica: guardando questo Bilancio, infatti, ci sarebbero le risorse locali per sostenere gli ultimi, ma si preferisce tenere i soldi in cassa”. Il consigliere ha poi evidenziato che “la riduzione dell’aliquota Irpef viene decisa a fine legislatura, la Tari aumenta nonostante la caotica gestione del servizio, mentre gli investimenti sono gli stessi degli anni precedenti”. Intervenendo sulle “propagandistiche” mozioni della maggioranza, Baldini ha espresso “netta contrarietà alla mozione sulle zone 30 (di Europa verde – Verdi): non si possono applicare in tutta la città, il rischio è di paralizzarla”.

Per il Movimento 5 stelle, Barbara Moretti ha parlato di “Bilancio piatto, senza spunti, senza una direzione di sviluppo, soprattutto senza cambi di rotta decisi rispetto a una realtà economica e sociale cambiata nettamente” negli ultimi cinque anni. “Rigenerazione urbana di varie aree della città in maniera chiara e organica, con scelte che tengano conto del territorio, per esempio alla Madonnina; maggiori attenzione all’ambiente e alla sostenibilità; politiche dell’abitare più sviluppate anche per accogliere meglio gli studenti universitari; un percorso partecipato per la riqualificazione del polo Conad alla Sacca; sviluppo del trasporto pubblico; azioni decise a difesa del territorio dal rischio idrogeologico; interventi maggiormente strutturati per il welfare degli anziani” sono i principali temi trattati dalla consigliera. Pur evidenziando la capacità del Comune di recuperare finanziamenti e contributi e di dare adeguata copertura ai servizi, Giovanni Silingardi ha espresso “delusione per un Bilancio che, insieme al Dup, è fotocopia degli anni precedenti”. Il consigliere ha quindi parlato della necessità di “scegliere dei valori e delle visioni da mettere al centro dell’azione politica e da lasciare in eredità”. In particolare, Silingardi ha auspicato tre azioni: un grande piano strategico della città (“cosa vogliamo, per esempio, per il trasporto pubblico?”), un grande piano organico per le periferie e rendere i cittadini più protagonisti della vita politica della città. Enrica Manenti ha illustrato “dieci azioni a costo zero che, se applicate da cittadini e Comune, avrebbero ricadute notevoli sulla collettività”. Tra le proposte, “il ripristino della possibilità, per i cittadini, di accedere agli atti comunali” e maggiori controlli “sugli appalti relativi a servizi erogati a persone, animali e piante”. Ma anche l’invito “a effettuare sedute ‘itineranti’ dei Consigli comunali nei quartieri” e a pubblicare “un bilancio delle piante abbattute e piantate”. La consigliera ha anche invitato a “negare autorizzazioni agli spettacoli che coinvolgono animali” e a verificare “che i botti non vengano fatti esplodere tutto l’anno, non solo a Capodanno”.

Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha parlato di ultimo Bilancio in continuità con gli anni precedenti “con nessuna idea innovativa e qualche manovra elettorale”. Il capogruppo ha quindi parlato di aliquote più favorevoli, “ma compensate da altre spese, come il costo dei rifiuti che aumenta a causa di modifiche a un servizio zoppicante, pagate non da Hera ma dal Comune”. Parlando di sicurezza, Bertoldi ha espresso “contrarietà alle risorse che diminuiscono, proprio mentre il Comune dovrebbe dare risposte ai cittadini”. Il consigliere ha poi sottolineato “perplessità” per l’aumento di cementificazione del suolo, i costi alti per gli appartamenti di edilizia sociale e per aziende partecipate “come Seta, a cui mancano autisti e che sopprime corse”.

Il dibattito: il Sì della maggioranza

Aprendo il dibattito per il Pd, Marco Forghieri ha parlato di Bilancio frutto di un lungo percorso, che consegna “un’eredità” all’Amministrazione futura, fatta di servizi potenziati e soprattutto di investimenti (“in questa legislatura sfioriamo 500 milioni di euro”). Per il consigliere, negli anni è stata qualificata la spesa corrente “che siamo riusciti a fare salire, caratterizzandola non solo attraverso l’efficientamento della macchina comunale”. Forghieri ha quindi sottolineato l’implementazione dei servizi (“senza aumentare le addizionali”), rimarcandone il valore qualitativo e innovativo, “ma anche quantitativo, come l’aumento dei posti nido”. Infine, il consigliere ha puntualizzato che “il Comune spende appena il 25 per cento del Bilancio per i costi del personale. A differenza delle aziende più evolute che ne spendono il 65”.

Per Stefano Manicardi “questo Bilancio segna il proseguimento di un percorso: mantenere vive le comunità, soprattutto nelle periferie”. Il consigliere ha quindi parlato di “capacità dell’Amministrazione comunale di investire soprattutto in verde e manutenzione, per fare di Modena una città dinamica e rigenerata”. Il consigliere, infine, ha sottolineato l’importanza del lavoro “strategico” svolto da Giunta e Consiglio comunale “nel mantenere un equilibrio di politiche tra centro e periferie”.
Il capogruppo Antonio Carpentieri si è concentrato “sullo scarso supporto” che lo Stato e il Governo dedica agli enti locali citando, come esempio, “l’assenza di fondi, nella Legge di Bilancio, per la riqualificazione urbana. Ma anche la necessità di una presenza più capillare delle forze dell’ordine, come sottolineano anche cittadini e sindacati di polizia, e la mancata attenzione al fenomeno dei minori stranieri non accompagnati, per esempio attraverso l’apertura di un hub dedicato”. In questo contesto, “il Comune presenta un Bilancio che consolida voci e servizi, ampliandoli in alcuni casi”.

“Approviamo un Bilancio in una situazione geopolitica ed economica complessa – ha sottolineato Ilaria Franchini – e in questo contesto Modena ha fatto scelte coraggiose per mettere al centro la persona. Lo ha fatto aumentando strutturalmente i posti al nido, investendo nell’assistenza domiciliare per le persone non autosufficienti, garantendo un sostegno per lo sport a famiglie in difficoltà e persone con disabilità, ma anche invertendo in politiche e nuovi luoghi di aggregazione giovanile in un contesto sociale in profondo mutamento”.

Modena, inoltre, ha aggiunto la consigliera, “ha scelto coraggiosamente di investire nel futuro e lo ha fatto investendo quasi mezzo miliardo in dieci anni in nuove opere, riqualificazione urbana e creazione di nuove opportunità e di attuazione”. Vittorio Reggiani ha ricordato “lo sforzo costante, negli anni, di lasciare inalterati i servizi alla città nonostante i tagli delle risorse: è un segnale importanti delle scelte che riguardano la tassazione e l’attenzione verso i servizi per i modenesi”. Per Reggiani il concetto di ‘città’ non può prescindere da quello di ‘comunità’ “che coglie e si prende cura delle fragilità”, per una riqualificazione anche di carattere sociale. In questo contesto sono centrali le politiche che “rivolge alle famiglie”, anche con l’obiettivo di contribuire “a superare l’inverno demografico”. Per Federica Venturelli quest’Amministrazione “lascia una città in crescita e rigenerata grazie anche alla capacità di attrarre fondi, pubblici e privati. Una città che con il Pums e il Pug ha puntato su prossimità, rigenerazione e sostenibilità. Una città turistica e più universitaria”. E il futuro propone nuove sfide: “L’aumento di famiglie monogenitoriali e anziani soli – ha spiegato – impone un ripensamento sull’abitare e sul contrasto alla solitudine; in parallelo, l’incremento del costo della vita e delle case richiedono un ruolo pubblico forte, anche a sostegno delle giovani famiglie. Inoltre, immaginiamo una nuova mobilità, più europea, che parta da pedoni e ciclisti”. Diego Lenzini ha sottolineato che le azioni del Bilancio “volte alla giustizia e all’equità sociale” si sviluppano non solo “con interventi diretti come il fondo per gli affitti” ma anche con politiche che, “mettono insieme domanda e offerte per rendere un servizio ‘garantito’ al cittadino. Per esempio Agenzia Casa”. E, ancora, generando le condizioni, anche coinvolgendo il privato, per aumentare le opportunità per i cittadini: penso agli sforzi sul social housing, sugli studentati e sugli affitti brevi”. Lenzini ha anche ricordato “l’impegno per l’ampia rigenerazione della città, scaturito da progetti, da una visione, che hanno permesso di ottenere importanti finanziamenti pubblici”.

Secondo Paola Aime (Europa verde – Verdi) il Bilancio avrebbe potuto essere “più coraggioso e ambizioso, ma segna comunque una direzione giusta”. La consigliera ha indicato quattro principi che il Comune dovrebbe perseguire in futuro: “Equità, cioè impegno nel garantire a tutti le stesse opportunità, erogando servizi di qualità e sostenendo chi ha più bisogno. Integrazione, facendo diventare i cittadini del mondo cittadini di Modena, perché chi arriva in questa città deve trovare spazio per la propria realizzazione nel rispetto reciproco. Sicurezza, per garantire il rispetto delle regole e delle leggi, da parte di tutti, partendo da quelle più semplici: lavoro, fiscalità, la sosta, i furti. Sostenibilità, sociale, economica e ambientale, perché senza sostenibilità, ce lo insegnano le imprese, non ci sono futuro, competitività e sviluppo”. La consigliera ha anche spiegato “che nell’ultimo numero del periodico comunale sono stati riportati in maniera errata nel titolo i contenuti della recente mozione sul tema della Bretella: per noi, invece, il progetto è inutile, dannoso e superato, e necessita di una radicale revisione se non di un totale abbandono”.

Per Sinistra per Modena, Camilla Scarpa ha messo l’accento sulla centralità dei Comuni “nell’affrontare le diseguaglianze sociali ed economiche”, nell’ambito “di un rilancio del ruolo del pubblico nell’economia e nella società a ogni livello”. Per la consigliera servono, infatti, scelte politiche che mettano al centro i diritti delle persone, la tutela dell’ambiente e il contrasto alle disuguaglianze, come cerca di fare il Bilancio che votiamo oggi”. Auspicando anche maggiori risorse dallo Stato per rispondere ai bisogni di oggi e di domani: “Bisogna garantire diritto alla casa, presa in carico e partecipazione dei giovani, ampliamento dei servizi educativi, sviluppo di investimenti in un’ottica di rigenerazione senza prevedere consumo di suolo e rilancio del Pums con zone 30, aree quiete, mobilità sostenibile ciclopedonale e trasporto pubblico di qualità”. Vincenzo Walter Stella si è concentrato sulle mozioni e, oltre ad annunciare il voto a favore del gruppo ai tre documenti presentati dai gruppi di maggioranza e sottoscritti da Sinistra per Modena, si è detto d’accordo con la mozione del M5s “sulla sperimentazione e attuazione del Bilancio Partecipativo, una prassi condivisibile e auspicabile”. Astensione è stata annunciata sulle mozioni sulla rigenerazione del quartiere Madonnina (“dubbi sulla fattibilità effettiva sugli interventi proposti”), sulla maggiore sicurezza per il quartiere Sacca (“il potenziamento già in programma”) e sulle sicurezze urbane (“una impostazione di fondo tendenzialmente securitaria che non condividiamo appieno”). Più in generale, il consigliere ha auspicato alle mozioni votate dal Consiglio “seguano adeguati percorsi amministrativi”.

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