Parole chiare di una severità inequivocabili che è difficile nascondere siano diretti a chi ci amministra a tutti i livelli e che cerca con artifici dialettici di nascondere o minimizzare una realtà grave come quella esistente nella realtà modenese dal punto di vista sanitario ed economico 'perchè dobbiamo prendere atto realisticamente che qualcosa è morto e non c'è più', ha aggiunto.
Ma il vescovo Castellucci è andato oltre e ha ricordato la fondamentale presenza della Chiesa modenese a tutti i livelli e con le proprie strutture per portare aiuto e sostegno alle persone più deboli e bisognose di assistenza non solo sanitaria ma anche economica. 'Attraverso la Caritas e le parrocchie - ha precisato - daremo un sostegno alle famiglie in difficoltà per andare incontro alle povertà materiali ma anche a quelle relazionali, alle mamme sole coi bambini e ai ragazzi che sono rimasti fuori dal sistema scolastico. Come Diocesi di Modena e Carpi abbiamo lanciato un bando destinato alla parrocchie per l'allestimento di locali adeguati ad accogliere gli studenti delle superiori per il doposcuola e il recupero scolastico. Metteremo a disposizione volontari e spazi attrezzati per dare una possibilità ai ragazzi che durante l'anno scolastico non hanno potuto collegarsi alla Dad. Questi luoghi potrebbero essere aperti anche al mattino per consentire di collegarsi con le classi. Vogliamo insomma provare a restituire ai giovani qualcosa di ciò che è loro mancato'.
Pare di capire insomma che la Chiesa modenese, di fronte alla triste realtà sanitaria, economica, sociale e di relazioni umane, intende muoversi per sopperire ad evidenti carenza lamentate da tutti: dal personale sanitario, agli insegnanti, dagli studenti alle famiglie in difficoltà economiche,
Un intervento quello dell'Arcivescovo di Modena così severo ma attuale e concreto, che è destinato a non restare lettera morta o ad essere disatteso o ignorato.
Cesare Pradella



