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A Modena registrati già 578 profughi ucraini

A Modena registrati già 578 profughi ucraini

Si tratta di 286 adulti e 292 minori. Il sindaco fa appello anche ai privati per la accoglienza


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A due settimane dallo scoppio del conflitto in Ucraina causato dall’invasione russa, il sindaco Giancarlo Muzzarelli, nel Consiglio comunale di oggi, ha dedicato un’informazione specifica al tema.
Sul fronte accoglienza, al 9 marzo in Questura e Commissariati modenesi risultano complessivamente registrati 578 arrivi di ucraini in fuga dalla guerra (286 adulti e 292 minori) mentre le presenze effettivamente domiciliate a Modena sono 322 (158 adulti e 164 minori) pari a 121 nuclei familiari. Oggi, 10 marzo, inizieranno i primi trasferimenti, concordati con la Prefettura, dalle sistemazioni di prima accoglienza alle strutture della rete Cas. 
'In attesa di disposizioni del Governo, il Comune di Modena ha predisposto una procedura per i cittadini ucraini che arrivano, un vademecum, concordato con la Prefettura articolato in tre punti - si legge in una nota -. Il Centro stranieri a cui rivolgersi per informazioni e orientamento, che provvede anche al collocamento in emergenza e ai bisogni di prima necessità; il Punto di accesso sanitario all'Hub di strada Minutara dove eseguire tampone e anamnesi vaccinale per il Covid e ricevere la tessera sanitaria con assegnazione di pediatra o medico; la registrazione in Questura entro 8 giorni dall'arrivo per comunicare la presenza sul territorio segnalando un indirizzo'.

Rimarcando che la
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ricerca di alloggi da destinare ai gestori Cas è un tema importantissimo (15 quelli già messi a disposizione da Acer e CambiaMo) il sindaco ha quindi fatto un appello anche ai privati. Sono accettate disponibilità di almeno un anno, mentre quelle a breve periodo vanno comunicate alla Caritas diocesana.
Infine, sul versante dell’inserimento scolastico, particolarmente importante in considerazione del numero di arrivi di bambini e ragazzi: 'Andare a scuola o all’asilo è la prima forma di normalità e speranza che si può offrire a chi scappa dalla guerra – ha osservato Muzzarelli – e l’elemento scuola caratterizzerà in maniera forte questa emergenza umanitaria”. Il Settore Servizi Educativi è al lavoro per aprire due sportelli dedicati all’accoglienza educativa e scolastica ma “è evidente - ha rilevato - come siano necessarie risorse economiche straordinarie che non sono oggi nelle disponibilità degli Enti locali. Per un corretto inserimento dei bambini ucraini nelle scuole è fondamentale, così come evidenziato dalla circolare del Miur, sostenerli con progetti specifici e inclusivi.  Da qui la necessità di attivare mediatori linguistici e culturali, oltre che psicologi'.
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